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Lavoro

Ultimo aggiornamento: 21:06

“Siamo seduti sul fuoco”: a Milano il corteo dei rider che lavorano sull’asfalto a 35 gradi. “Se non lavori a pranzo perdi la giornata. L’acqua? Ce la compriamo da soli. E l’ordinanza del Comune senza soldi è inutile”

La mobilitazione dei lavoratori che fanno consegne a domicilio: "Se lasci la bici 2-3 minuti dopo non puoi sederti più sul sellino. Il ricatto è tra morire di caldo o morire di fame". Il messaggio a Palazzo Marino: "Serve uno stop, ma anche ammortizzatori sociali per non rimetterci"
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“Se fermi la bici anche solo 2-3 minuti, il sellino diventa molto molto caldo, non posso sedere”. “L’acqua? La compriamo noi, loro (l’azienda, ndr) non ci danno niente”. A parlare sono i rider che hanno partecipato al corteo organizzato a Milano promosso dal sindacato Usb contro l’ordinanza del Comune di Milano. Il provvedimento avrebbe l’obiettivo di salvaguardare una delle categorie di lavoratori più fragili dalle temperature roventi di questi giorni: 35, 36, 38 gradi, sempre a contatto con l’asfalto cocente. Ma con la misura voluta da Palazzo Marino, rispondono i rider, il rischio è di trovarsi di fronte a un bivio diabolico: “Morire di caldo o morire di fame”, come recita lo slogan della mobilitazione.

Come fare a fermarsi proprio all’ora di pranzo, quando la domanda dei clienti – in ufficio ma non solo – si impenna? “Diciamo che l’orario
da mezzogiorno alle 14,30-15 è quello del pranzo – spiega un altro fattorino – e quindi se non lavoro in questo orario di pranzo rischi di perdere la giornata o guadagni molto meno. Non puoi sempre fermarti perché poi a fine mese vedi che hai tante spese e quindi per forza devi lavorare”. L’unico modo per uscire da questa scelta, viene detto durante l’assemblea organizzata nella sede Usb di via Padova, è “avere un vero contratto”.

Cosa prevede l’ordinanza del Comune di Milano? Oltre a privilegiare le ore più fresche della giornata per effettuare le consegne (anche prevedendo lo stop automatico delle consegne o un rallentamento dell’algoritmo di assegnazione), i committenti dovrebbero mettere a disposizione soluzioni per assicurare acqua, pause e aree ombreggiate o di ristoro lungo le aree di operatività nelle giornate critiche. Infine, nessun premio o bonus potrà essere legato legato alla rapidità o al numero di consegne nelle giornate e fasce orarie a rischio elevato. Al momento sembra solo il libro dei sogni, a sentire i lavoratori. “E’ arrivata l’ordinanza comunale però se mancano comunque i fondi per coprire quelle che sono le ore di stop rimaniamo sempre all’interno dello stesso ricatto tra lavorare col caldo estremo e non lavorare e rimanere senza stipendio. Quindi servono i soldi, non servono le ordinanze, serve che effettivamente ci sia lo stop ma poi ci siano gli ammortizzatori sociali che permettano ai rider di non lavorare senza rimetterci”.

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