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Teheran consegna nuova proposta ai mediatori. Trump: “Insoddisfatto. E non sono contento di Italia e Spagna”

Wall Street Journal: "Iran propone confronto sul nucleare in cambio dell'allentamento delle sanzioni". Il tycoon torna a minacciare Roma e Madrid, perché "ritengono che sia accettabile che l’Iran possieda armi nucleari"
Teheran consegna nuova proposta ai mediatori. Trump: “Insoddisfatto. E non sono contento di Italia e Spagna”
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La giornata: dalla proposta dell’Iran all’insoddisfazione di Trump

L’Iran presenta agli Usa la sua nuova proposta per la pace. Ma l’accoglienza americana è fredda: “Al momento, non sono soddisfatto di quanto offrono”, ha detto Donald Trump tornando ad aleggiare lo spettro di nuovi attacchi e ad attaccare l’Europa per il mancato aiuto sul dossier.

“Non sono contento dell’Italia e non sono contento della Spagna. Ritengono che l’Iran possa avere l’arma nucleare”, ha insistito dopo aver minacciato il possibile ritiro delle truppa americane nei due Paesi e in Germania. Contro l’Europa il presidente ha anche riaperto la partita dei dazi, annunciando dalla prossima settimana tariffe al 25% sulle auto Ue. È “inaccettabile” e dimostra che gli Stati Uniti sono un partner “inaffidabile”, ha tuonato il presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lang. Ma Trump vuole andare avanti: “L’Ue non ha rispettato l’accordo commerciale”, ha detto prima di volare in Florida, da dove continuerà a seguire “al telefono” le trattative con Teheran.

I contenuti della nuova proposta iraniana restano per ora riservati vista la delicata fase. È stata consegnata ai mediatori del Pakistan, che lunedì scorso hanno ricevuto da Washington una lista di emendamenti per reinserire la questione nucleare nel testo di un eventuale accordo. La precedente proposta iraniana prevedeva la riapertura di Hormuz e il rinvio a una seconda fase delle trattative sul programma nucleare. Trump però l’aveva respinta e gli emendamenti richiesti riflettono lo scetticismo americano sul non affrontare subito il tema: gli Usa – riporta Axios – vogliono che l’Iran si impegni a sospendere ogni attività nei propri siti nucleari bombardati e non tocchi le scorte di uranio arricchito a trattative in corso.

Uno sblocco dello stallo appare così ancora lontano. E, secondo indiscrezioni, l’Iran starebbe approfittando della tregua per recuperare armi, missili e munizioni “nascosti sottoterra o sepolte dalle macerie”. Trump ha ribadito a più riprese di voler seguire la via diplomatica ma per ora – ha detto – Teheran ha chiesto cose che non è in grado di accettare. L’opzione militare resta così aperta: le alternative sono “un accordo o bombardarli a tappeto”, ha spiegato dopo aver ricevuto un briefing di 45 minuti dai comandanti sulle possibili mosse militari da intraprendere per mettere pressione a Teheran.

Mentre mentre valuta le opzioni, il commander-in-chief fa i conti con l’impopolarirtà crescente della guerra, che piace agli americani addirittura meno di quella in Vietnam. Il conflitto sta portando alla luce anche crepe nel suo partito, aprendo la strada una possibile battaglia in Congresso. Oggi è scaduto il termine dei 60 giorni previsto dalla legge affinché un presidente notifichi a Capitol Hill una guerra e ne chieda l’autorizzazione. L’amministrazione Trump ritiene invece che la tregua scattata il 7 aprile abbia bloccato il conteggio e “terminato” il confronto diretto Iran-Usa. Una spiegazione che non convince molti anche fra i repubblicani e che rischia di aprire un nuovo pericoloso fronte in vista di Midterm.  

  • 09:41

    Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d’attacco all’Iran

    L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l’Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti

  • 09:35

    Hegseth: “Fondamentale modernizzare triade nucleare”

    Il Pentagono ha chiarito che la sua proposta di bilancio per l’anno fiscale 2027 include 71,4 miliardi di dollari per modernizzare la sua “triade nucleare“, la struttura di difesa basati sui missili balistici intercontinentali (Icbm) e quelli lanciati da sottomarini (Slbm), nonché sui bombardieri strategici. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nell’audizione tenuta dinanzi alla commissione del Senato per i Servizi armati, ha messo in guardia che “se si sbaglia su questo fronte, si sbaglia su tutto il resto”. Hegseth ha citato il programma nucleare iraniano come esempio del motivo per cui gli Stati Uniti debbano mantenere integro la deterrente strategica. Il bilancio stanzia nel dettaglio 6,1 miliardi per il bombardiere B-21 Raider, 4,6 miliardi per i sistemi terrestri Sentinel, 1,5 miliardi per l’arma a lungo raggio ‘Stand-Off’ e 16,2 miliardi per il sottomarino lanciamissili di classe Columbia, inclusa l’acquisizione di una quarta unità. La base industriale della difesa “è stata trascurata per anni, ma ora, sotto la presidenza di Donald Trump, sta tornando a operare su un assetto di tipo bellico”, ha osservato il capo del Pentagono.

  • 09:33

    Nella notte attivata difesa aerea a Teheran

    I sistemi di difesa aerea sono stati attivati la scorsa notte contro piccoli velivoli e droni nei cieli sopra Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani. Le agenzie di stampa Tasnim e Fars hanno riferito che, secondo le informazioni disponibili, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati “per contrastare piccoli velivoli e droni da ricognizione”, senza fornire ulteriori dettagli. In precedenza, avevano già segnalato l’attivazione, senza specificare se si trattasse di un’esercitazione o della neutralizzazione di velivoli ostili. “Il rumore dei sistemi di difesa aerea è cessato dopo circa 20 minuti di attività e contrattacchi contro piccoli velivoli”, hanno affermato, aggiungendo che Teheran è tornata alla “normalità”.

  • 09:31

    Madrid non preoccupata da minacce Trump su ritiro truppe

    Il governo spagnolo esprime tranquillità in relazione alla la minaccia formulata dal presidente Usa Donald Trump di ritirare le truppe statunitensi distaccate in Spagna, nonchè in Italia e Germania, per colpire gli alleati della Nato che si sono rifiutati di sostenere l’intervento degli Stati Uniti contro Teheran. È quanto segnalano fonti dell’esecutivo riprese dall’agenzia Efe, nel ribadire che la Spagna è un partner affidabile, che ha sempre onorato gli impegni. Il governo iberico ribadisce la tranquillità espressa anche in occasione di altri recenti minacce formulate da Trump, come quella di espellere la Spagna dall’alleanza atlantica, per la sua posizione sul conflitto in Medio Oriente o anche per il rifiuto di elevare la spesa militare al 5% del Pil richiesto dalla Nato.

  • 09:27

    Usa: “Flotilla insensata trovata politica filo-Hamas”

    Il Dipartimento di Stato Usa condanna fermamente la “flotilla di Gaza” intercettata dall’esercito israeliano al largo di Creta, definendola un’iniziativa filo Hamas e “controproducente”, e valuteranno “l’impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno”, appoggiando “le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa”. Washington si aspetta “che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l’accesso ai porti, l’attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia”. “In conformità con il diritto internazionale, i porti costituiscono acque interne sulle quali gli Stati costieri esercitano la piena sovranità territoriale“, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott.

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