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Guerra in Iran, Trump informato per 45 minuti sui nuovi piani di attacco contro Teheran

Dopo essere tornato a minacciare Italia, Spagna e Germania (“Potrei ritirare parte delle truppe da quei Paesi” ha detto), Trump fa il punto sulla possibile ripresa della guerra
Guerra in Iran, Trump informato per 45 minuti sui nuovi piani di attacco contro Teheran
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  • 09:42

    I dubbi Usa sulla necessità dell’autorizzazione del Congresso

    Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha “posto fine” alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell’amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un’interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act. La sollecitazione dei senatori repubblicani è maturata in vista della scadenza del primo maggio, termine oltre i quale il presidente è tenuto ad un passaggio di autorizzazione al Congresso sui suoi poteri di guerra, salvo che non decida di ridimensionare le operazioni, anche se il conteggio ha un inizio incerto e variabile. I primi attacchi contro l’Iran sono stati sferrati a fine febbraio. “Ai fini del War Powers Act, le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono nel frattempo terminate“, ha riferito il funzionario, sulla considerazione non vi sono stati più atti di guerra tra le due forze armate da quando, oltre tre settimane fa, è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco. La legge del 1973 concede al presidente 60 giorni per un’azione militare prima di doverla interrompere, richiedendo l’autorizzazione al Congresso, o domandare una proroga di 30 giorni motivata da “inevitabile necessità militare” alla sicurezza delle forze armate. Trump ha notificato il conflitto al Congresso 48 ore più tardi, facendo scattare i 60 giorni, la cui scadenza era fissata per il primo maggio. Durante l’audizione al Senato di giovedì, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto di ritenere che il conteggio si fosse interrotto durante la tregua. I dem hanno contestato l’interpretazione, sostenendo l’assenza di disposizioni legali in tal senso. La Costituzione americana stabilisce che solo il Congresso, non il presidente, abbia il potere di dichiarare guerra. Fanno eccezione, però, le operazioni che l’amministrazione qualifica come a breve termine o mirate a contrastare una minaccia immediata. 

  • 09:41

    Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d’attacco all’Iran

    L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l’Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti

  • 09:35

    Hegseth: “Fondamentale modernizzare triade nucleare”

    Il Pentagono ha chiarito che la sua proposta di bilancio per l’anno fiscale 2027 include 71,4 miliardi di dollari per modernizzare la sua “triade nucleare“, la struttura di difesa basati sui missili balistici intercontinentali (Icbm) e quelli lanciati da sottomarini (Slbm), nonché sui bombardieri strategici. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nell’audizione tenuta dinanzi alla commissione del Senato per i Servizi armati, ha messo in guardia che “se si sbaglia su questo fronte, si sbaglia su tutto il resto”. Hegseth ha citato il programma nucleare iraniano come esempio del motivo per cui gli Stati Uniti debbano mantenere integro la deterrente strategica. Il bilancio stanzia nel dettaglio 6,1 miliardi per il bombardiere B-21 Raider, 4,6 miliardi per i sistemi terrestri Sentinel, 1,5 miliardi per l’arma a lungo raggio ‘Stand-Off’ e 16,2 miliardi per il sottomarino lanciamissili di classe Columbia, inclusa l’acquisizione di una quarta unità. La base industriale della difesa “è stata trascurata per anni, ma ora, sotto la presidenza di Donald Trump, sta tornando a operare su un assetto di tipo bellico”, ha osservato il capo del Pentagono.

  • 09:33

    Nella notte attivata difesa aerea a Teheran

    I sistemi di difesa aerea sono stati attivati la scorsa notte contro piccoli velivoli e droni nei cieli sopra Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani. Le agenzie di stampa Tasnim e Fars hanno riferito che, secondo le informazioni disponibili, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati “per contrastare piccoli velivoli e droni da ricognizione”, senza fornire ulteriori dettagli. In precedenza, avevano già segnalato l’attivazione, senza specificare se si trattasse di un’esercitazione o della neutralizzazione di velivoli ostili. “Il rumore dei sistemi di difesa aerea è cessato dopo circa 20 minuti di attività e contrattacchi contro piccoli velivoli”, hanno affermato, aggiungendo che Teheran è tornata alla “normalità”.

  • 09:31

    Madrid non preoccupata da minacce Trump su ritiro truppe

    Il governo spagnolo esprime tranquillità in relazione alla la minaccia formulata dal presidente Usa Donald Trump di ritirare le truppe statunitensi distaccate in Spagna, nonchè in Italia e Germania, per colpire gli alleati della Nato che si sono rifiutati di sostenere l’intervento degli Stati Uniti contro Teheran. È quanto segnalano fonti dell’esecutivo riprese dall’agenzia Efe, nel ribadire che la Spagna è un partner affidabile, che ha sempre onorato gli impegni. Il governo iberico ribadisce la tranquillità espressa anche in occasione di altri recenti minacce formulate da Trump, come quella di espellere la Spagna dall’alleanza atlantica, per la sua posizione sul conflitto in Medio Oriente o anche per il rifiuto di elevare la spesa militare al 5% del Pil richiesto dalla Nato.

  • 09:27

    Usa: “Flotilla insensata trovata politica filo-Hamas”

    Il Dipartimento di Stato Usa condanna fermamente la “flotilla di Gaza” intercettata dall’esercito israeliano al largo di Creta, definendola un’iniziativa filo Hamas e “controproducente”, e valuteranno “l’impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno”, appoggiando “le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa”. Washington si aspetta “che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l’accesso ai porti, l’attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia”. “In conformità con il diritto internazionale, i porti costituiscono acque interne sulle quali gli Stati costieri esercitano la piena sovranità territoriale“, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott.

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