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Iran, Axios: “Trump sta creando un team per negoziare”. Le minacce reciproche su Hormuz: “Pronti a chiuderlo del tutto”

Entrambi i Paesi hanno stilato punti precisi per la cessazione del conflitto. Ma il presidente Usa minaccia di bombardare i siti energetici in casa di mancata riapertura dello Stretto. Intanto il Libano avverte: "Israele prepara l'invasione via terra"
Iran, Axios: “Trump sta creando un team per negoziare”. Le minacce reciproche su Hormuz: “Pronti a chiuderlo del tutto”
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Axios: “Trump sta creando una squadra per negoziare con l’Iran”

Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono ad Axios. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti. Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio. Le altre condizioni poste dagli Usa sono: la dismissione degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow; rigorosi protocolli di controllo esterno riguardanti la produzione e l’utilizzo di centrifughe e macchinari correlati; trattati sul controllo degli armamenti con i Paesi della regione, che prevedano un tetto massimo di missili non superiore a 1.000 unità; nessun finanziamento a gruppi affiliati quali Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen o Hamas a Gaza.  

Per parte sua, anche l’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all’Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all’Iran, l’attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l’estradizione degli operatori dei media anti-iraniani. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran

  • 18:42

    Sanchez: “Ulteriore escalation scatenerebbe una crisi energetica a lungo termine”

    La Spagna “chiede l’apertura dello Stretto di Hormuz e la tutela di tutti i siti energetici del Medio Oriente”: è quanto dichiarato attraverso un post su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez. “Ci troviamo a un punto di svolta globale. Un’ulteriore escalation potrebbe scatenare una crisi energetica a lungo termine per tutta l’umanità”, prosegue il suo messaggio. “Il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra”.

  • 18:19

    Iran: presa di mira industria aerospaziale israeliana

    L’esercito iraniano afferma di aver preso di mira la Israel Aerospace Industries (IAI), un’azienda statale del settore della difesa e dell’aerospazio. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa governativa iraniana, l’esercito ha affermato di aver lanciato droni contro obiettivi della IAI vicino all’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nonché contro un aereo da ricognizione statunitense presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riporta Al Jazeera.

  • 18:07

    Wsj: “Paesi del Golfo preoccupati”

    I Paesi del Golfo avvertono l’amministrazione statunitense che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane potrebbero provocare ritorsioni, mettendo a rischio le loro infrastrutture energetiche e idriche e con possibili ripercussioni sull’economia globale. Lo riferiscono funzionari informati citati dal Wall Street Journal.
    Secondo le fonti, diversi Stati della regione sono irritati da giorni per la scarsa influenza esercitata su Washington, nonostante i consistenti investimenti politici ed economici. I tentativi di mediazione avviati da alcuni Paesi arabi per favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sarebbero falliti a causa delle richieste avanzate da Teheran, ritenute troppo elevate, tra cui risarcimenti, garanzie contro una ripresa del conflitto e la fine della presenza militare americana nel Golfo.
    Le forze armate iraniane hanno nel frattempo minacciato di colpire infrastrutture energetiche, tecnologiche e impianti di desalinizzazione nella regione, in risposta all’avvertimento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva ventilato attacchi alle centrali iraniane qualora lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore.

  • 17:38

    Rutte (Nato): “Trump agisce per rendere l’intero mondo sicuro”

    “Lo sta facendo per rendere l’intero mondo sicuro”. Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dato il suo pieno sostegno all’attacco di Donald Trump all’Iran, affermando di aspettarsi che, nonostante le tensioni attuali, gli alleati della Nato daranno il loro sostegno al presidente americano. “Quello che so è che noi sempre arriviamo all’unità”, ha detto intervistato da Cbs, sostenendo che ai Paesi europei ci vorrà del tempo per mettersi al fianco di Trump visto che sono state lasciate fuori dai preparativi iniziali dell’operazione, perché Usa e Israele volevano mantenere l’elemento di sorpresa dell’attacco.
    “Comprendo la frustrazione che a volte mostra il presidente – ha aggiunto Rutte, sempre grande sostenitore di Trump – ma ancora chiedo un po’ di comprensione perché le nazioni si sono dovute preparare a questo senza essere al corrente”.

  • 16:52

    Libano, Aoun: “Attacchi di Israele sono il preludio all’invasione”

    Il presidente libanese Joseph Aoun ha “condannato il bombardamento e la distruzione da parte di Israele di infrastrutture e strutture vitali nel sud del Libano, in particolare il ponte di Al-Qasmiya sul fiume Litani e altri ponti”. Lo si apprende da una nota della presidenza.
    “Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano, e sono considerati un preludio a un’invasione terrestre“, ha dichiarato Aoun, poche ore dopo che il ministro della Difesa israeliano aveva annunciato l’ordine di distruggere altri ponti ritenuti utilizzati da Hezbollah.

  • 16:31

    Pezeshkian: “Stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne a coloro che violano il nostro territorio”

    “L’illusione di cancellare l’Iran dalla mappa dimostra disperazione contro la volontà di una nazione che ha fatto la storia. Minacce e terrore non fanno altro che rafforzare la nostra unità”. Lo ha affermato su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
    “Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne a coloro che violano il nostro territorio – ha aggiunto -. Affrontiamo con fermezza le minacce deliranti sul campo di battaglia”.

  • 16:31

    Bessent: “Truppe Usa sull’isola di Kharg? Tutte le opzioni sul tavolo”

    “A volte bisogna intensificare una guerra per ridimensionarla”. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent alla Nbc News rispondendo ad una domanda sulle intenzioni di Donald Trump in Iran. Sollecitato sulla possibilità che truppe Usa vengano dislocate sull’isola iraniana di Kharg, Bessent si è limitato a rispondere che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Secondo il segretario al Tesoro, Trump ha “obiettivi molto chiari” nel conflitto con l’Iran: distruggere la marina e l’aeronautica iraniane, le capacità missilistiche del Paese e la sua capacità di rifornirsi di armamenti.
    Bessent ha, inoltre, sottolineato che i due missili lanciati contro una base anglo-americana sull’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, sono stati sparati “per disperazione”.

  • 15:41

    Iran replica a Trump: “Pronti a chiudere completamente Hormuz”

    L’esercito iraniano ha minacciato di bloccare completamente lo Stretto di Hormuz se il presidente statunitense Donald Trump desse seguito alle minacce di colpire le centrali elettriche del Paese. “Se le minacce degli Stati Uniti riguardanti le centrali elettriche iraniane dovessero concretizzarsi, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso e non verrà riaperto finché le nostre centrali distrutte non saranno ricostruite”, ha dichiarato il comandante operativo militare Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato iraniana.
    L’Iran ha praticamente già bloccato lo Stretto di Hormuz, ma un numero esiguo di imbarcazioni è riuscito a transitarvi, circa il cinque percento del volume prebellico, secondo la società di analisi Kpler.

  • 15:01

    Nuova ondata di missili su Israele

    L’emittente statale iraniana Irib riferisce che è iniziata una nuova ondata di attacchi missilistici. Lo scrive la Bbc precisando che la notizia è confermata dall’Idf. L’esercito israeliano afferma di essere al lavoro per intercettare la minaccia e che è stato inviato un allarme preventivo ai telefoni cellulari nelle zone interessate.