Sottomarino nucleare britannico arrivato nel Mar Arabico
Il sottomarino a propulsione nucleare britannico HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico. Lo riporta il Daily Mail ricordando che il sottomarino ha lasciato la città australiana di Perth il 6 marzo. Si ritiene che il sottomarino si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, in un’area vicino allo Stretto di Hormuz. Il sottomarino è dotato di missili da crociera Tomahawk Block IV per l’attacco a obiettivi terrestri, con una gittata di circa 1.600 chilometri, e siluri pesanti Spearfish. Questo permette al Regno Unito di effettuare attacchi di precisione a lungo raggio.
Razzo dal Libano, un morto in Israele
Una persona è stata uccisa in Israele, vicino al confine settentrionale con il Libano, a causa di un razzo lanciato dal territorio libanese. Lo riferiscono i soccorritori israeliani spiegando che il razzo ha colpito l’auto sulla quale viaggiava la vittima. I vigili del fuoco locali hanno dichiarato che le fiamme hanno avvolto due veicoli dopo un “impatto diretto”.
L’Iran pone sei condizioni per porre fine alla guerra con Usa e Israele
L’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran, citando un alto funzionario politico e della sicurezza iraniano. Secondo il funzionario, Teheran starebbe attuando un piano elaborato mesi fa, procedendo “con pazienza strategica” nelle operazioni militari. Il funzionario ha inoltre sostenuto che, dopo aver colpito le difese aeree nemiche, l’Iran avrebbe acquisito il controllo dello spazio aereo, escludendo al momento prospettive di un cessate il fuoco imminente. Tra le condizioni poste per fermare il conflitto figurano: garanzie che la guerra non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione e il pagamento di risarcimenti a favore dell’Iran. Teheran chiede inoltre la fine delle ostilità su tutti i fronti regionali. Completano la lista la richiesta di un nuovo assetto giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di persone legate a media considerati ostili al Paese. Il funzionario ha aggiunto che proposte di mediazione sarebbero già state avanzate da attori regionali, ma ha ribadito che le condizioni iraniane devono essere prese in seria considerazione.
La replica: “Lasceremo la regione al buio”
Dopo l’ultimatum di Donald Trump alla Repubblica Islamica (48 ore di tempo per riaprire lo Stretto di Hormuz o le centrali elettriche iraniane saranno essere prese di mira), l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha minacciato che anche un attacco limitato alle infrastrutture elettriche iraniane farebbe precipitare l’intera regione nell’oscurità. Lo riporta il media d’opposizione iraniana basato a Londra, Iran International. “Dite addio all’elettricità”, ha scritto l’organo di informazione affiliato allo Stato, affermando che “con il minimo attacco” alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, “l’intera regione piomberà nell’oscurità”. Mehr ha anche pubblicato una mappa delle principali centrali elettriche nei Paesi del Golfo Persico, inclusi siti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Qatar e in Kuwait, affermando che dal 70% all’80% delle principali centrali elettriche della regione sono costruite lungo la costa del Golfo Persico e si trovano nel raggio d’azione dei missili iraniani.
Trump: “Teheran apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo siti energetici”
“Se l’Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore da questo preciso istante, gli Stati Uniti colpiranno e annienteranno le loro varie centrali elettriche, iniziando dalla più grande!”. È l’ultimatum di Donald Trump a Teheran affidato ad un post su Truth.