Axios: “Trump sta creando una squadra per negoziare con l’Iran”
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono ad Axios. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti. Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio. Le altre condizioni poste dagli Usa sono: la dismissione degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow; rigorosi protocolli di controllo esterno riguardanti la produzione e l’utilizzo di centrifughe e macchinari correlati; trattati sul controllo degli armamenti con i Paesi della regione, che prevedano un tetto massimo di missili non superiore a 1.000 unità; nessun finanziamento a gruppi affiliati quali Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen o Hamas a Gaza.
Financial Times: “Compagnie aeree hanno perso 53 miliardi di dollari dall’inizio della guerra”
Le 20 maggiori compagnie aeree quotate in borsa a livello mondiale hanno perso circa 53 miliardi di dollari di valore dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio. Lo scrive il Financial Times, secondo cui settore aereo sta attraversando la peggiore crisi dalla pandemia di COVID-19, poiché la guerra ha causato disagi negli aeroporti hub del Golfo e bloccato i voli. Il quotidiano sottolinea inoltre che le compagnie sono preoccupate per una possibile carenza di carburante. Il propellente per aerei, denominato jet, è raddoppiato dall’inizio della guerra, col rischio di un aumento dei prezzi.
Netanyahu: “L’Iran ha provato di essere un pericolo per il mondo”
“Se volete la prova che l’Iran mette in pericolo il mondo intero, le ultime 48 ore ve l’hanno fornita”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita ad Arad. “Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia. Si tratta di una gittata di 4.000 chilometri. L’ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell’Europa”. E ancora: “Di quali altre prove avete bisogno per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?”. Il premier israeliano ha detto che nella notte “l’Iran ha preso di mira un’area civile. Lo sta facendo come arma di sterminio di massa. Per fortuna, nessuno è rimasto ucciso”. In secondo luogo, ha detto, gli iraniani “hanno bombardato Gerusalemme proprio accanto ai luoghi sacri delle tre principali religioni monoteiste: il Muro del Pianto, la Basilica del Santo Sepolcro e la Moschea di Al-Aqsa”. Infine, oltre all’episodio di Diego Garcia, il regime sta “bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica e stanno cercando di ricattare il mondo intero”. Israele e gli Stati Uniti, ha aggiunto, “stanno collaborando per il bene del mondo intero. Ed è ora che anche i leader degli altri Paesi si uniscano a loro. Sono lieto di constatare che alcuni di loro stanno iniziando a muoversi in questa direzione, ma serve di più”.
Presidente del Parlamento iraniano: “Se Usa attaccano i nostri siti energetici, risponderemo con distruzione irreversibile”
Mohammad Bagher Ghalibaf, l’influente presidente del Parlamento iraniano, ha minacciato di distruggere irreversibilmente le infrastrutture vitali dell’intera regione qualora gli Stati Uniti e Israele attaccassero quelle del proprio Paese. “Non appena le centrali elettriche e le infrastrutture del nostro Paese saranno prese di mira, le infrastrutture vitali, così come quelle energetiche e petrolifere dell’intera regione, saranno considerate obiettivi legittimi e saranno distrutte in modo irreversibile”, ha dichiarato Ghalibaf in un post su X. Ha avvertito che i prezzi del petrolio “aumenteranno per molto tempo”. La stessa minaccia, in risposta all’ultimatum del presidente Usa Donald Trump, è stata evocata dal portavoce dell’esercito iraniano.
Netanyahu: “È ora che l’Europa si unisca alla lotta”
“Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia…(Teheran ha però negato qualsiasi responsabilità nell’attacco, ndr). Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell’Europa” ed “è ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Così il primo ministro Benjamin Netanyahu, in visita al luogo di un attacco missilistico nella città meridionale di Arad, esorta i leader mondiali alla campagna militare congiunta israelo-americana contro l’Iran, citando – come riporta il Times of Israel – il missile lanciato da Teheran contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, avvenuto nel fine settimana. “Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero. “È ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Netanyahu afferma che alcuni Paesi stanno iniziando a muoversi ma aggiunge che “serve di più”.
Colloquio tra Aragchi e Kallas su crisi e sicurezza globale
Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato al telefono con l’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas. Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri iraniano, nel corso della conversazione sono stati discussi gli ultimi sviluppi nella regione a seguito dei “continui attacchi illegittimi statunitensi e israeliani contro l’Iran e le relative conseguenze politiche, di sicurezza e umanitarie”. Entrambe le parti hanno espresso preoccupazione per l’escalation in corso, discutendo gli effetti delle tensioni sulla stabilità regionale e sull’equilibrio internazionale.
Teheran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele
Dall’inizio del conflitto, Teheran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele, con un tasso di intercettazione superiore al 90%. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, spiegando che “l’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici” e che “abbiamo registrato tassi di intercettazione molto elevati, pari a circa il 92%”. Secondo le autorità israeliane, alcuni missili iraniani hanno colpito ieri le città di Dimona e Arad, nel sud del Paese, provocando circa 175 feriti che hanno richiesto cure mediche.
“Vittime dell’attacco di 10 giorni fa in Bahrein provocate da Usa, non da Iran”
Secondo un’analisi condotta da ricercatori accademici ed esaminata da Reuters, scrive l’agenzia sul suo sito, una batteria di difesa aerea Patriot gestita dagli Stati Uniti avrebbe probabilmente lanciato il missile intercettore coinvolto in un’esplosione il 9 marzo scorso in Bahrein che ha ferito decine di civili e devastato una zona residenziale. Sia il Bahrein che Washington, prosegue Reuters, hanno attribuito la responsabilità dell’esplosione del 9 marzo a un attacco con droni iraniani, 32 i feriti tra cui alcuni bambini. In risposta alle domande di Reuters, il Bahrein ha ammesso per la prima volta che un missile Patriot è stato coinvolto nell’esplosione nel quartiere di Mahazza sull’isola di Sitra, al largo della capitale Manama, sede anche di una raffineria di petrolio. “I danni non sono stati causati da un impatto diretto al suolo né del missile intercettore Patriot né del drone iraniano”, è la controversa risposta di un portavoce del regno. Ma né il Bahrein né Washington hanno fornito prove del coinvolgimento di un drone iraniano nell’incidente di Mahazza, sottolinea Reuters.
Katz ha ordinato di distruggere tutti i ponti sul fiume Litani in Libano
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ordinato di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah”. L’annuncio dell’ordine, dato insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, arriva dopo che le Idf hanno annunciato che bombarderanno un altro ponte sul fiume Litani, “a causa delle attività di Hezbollah e del trasferimento di terroristi nel Libano meridionale, mascherati da civili”.