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Ultimatum di Trump su Hormuz: l’Iran non cede. Si teme un’ulteriore escalation, Sanchez: “Sarebbe crisi energetica globale”

Il presidente Usa ha minacciato di bombardare le centrali elettriche. Teheran replica prospettando la chiusura totale dello Stretto e nuovi raid. Intanto, secondo Axios, "il tycoon sta creando un team per provare a negoziare". Mentre Israele prepara l'invasione via terra in Libano
Ultimatum di Trump su Hormuz: l’Iran non cede. Si teme un’ulteriore escalation, Sanchez: “Sarebbe crisi energetica globale”
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IL PUNTO

L’ombra di una nuova escalation si allunga sulla guerra in Iran. Dopo che sabato sera il presidente americano Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, minacciando di “colpire e annientare” le centrali elettriche iraniane se la Repubblica islamica “non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore”, il regime degli ayatollah ha risposto di essere pronto, in caso di attacco, a “distruggere irreversibilmente” le infrastrutture vitali dell’intera regione, compresi gli impianti di desalinizzazione, insieme a “chiudere completamente” Hormuz, dove solo una manciata di navi è riuscita a passare in poco più di tre settimane di conflitto. E mentre si infiammano le tensioni anche in Libano – dove Israele ha segnalato che “intensificherà” le operazioni “terrestri mirate” – una timida apertura verso la diplomazia sembra arrivare dagli Stati Uniti: secondo Axios, che cita sue fonti, gli inviati di Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente, mentre entrambi i Paesi hanno dato voce alle loro condizioni – al momento inconciliabili – per concludere il conflitto.

  • 12:33

    Presidente del Parlamento iraniano: “Se Usa attaccano i nostri siti energetici, risponderemo con distruzione irreversibile”

    Mohammad Bagher Ghalibaf, l’influente presidente del Parlamento iraniano, ha minacciato di distruggere irreversibilmente le infrastrutture vitali dell’intera regione qualora gli Stati Uniti e Israele attaccassero quelle del proprio Paese. “Non appena le centrali elettriche e le infrastrutture del nostro Paese saranno prese di mira, le infrastrutture vitali, così come quelle energetiche e petrolifere dell’intera regione, saranno considerate obiettivi legittimi e saranno distrutte in modo irreversibile”, ha dichiarato Ghalibaf in un post su X. Ha avvertito che i prezzi del petrolio “aumenteranno per molto tempo”. La stessa minaccia, in risposta all’ultimatum del presidente Usa Donald Trump, è stata evocata dal portavoce dell’esercito iraniano.  

  • 12:30

    Netanyahu: “È ora che l’Europa si unisca alla lotta”

    “Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia…(Teheran ha però negato qualsiasi responsabilità nell’attacco, ndr). Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell’Europa” ed “è ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Così il primo ministro Benjamin Netanyahu, in visita al luogo di un attacco missilistico nella città meridionale di Arad, esorta i leader mondiali alla campagna militare congiunta israelo-americana contro l’Iran, citando – come riporta il Times of Israel – il missile lanciato da Teheran contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, avvenuto nel fine settimana. “Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero. “È ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Netanyahu afferma che alcuni Paesi stanno iniziando a muoversi ma aggiunge che “serve di più”.  

  • 12:26

    Colloquio tra Aragchi e Kallas su crisi e sicurezza globale

    Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato al telefono con l’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas. Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri iraniano, nel corso della conversazione sono stati discussi gli ultimi sviluppi nella regione a seguito dei “continui attacchi illegittimi statunitensi e israeliani contro l’Iran e le relative conseguenze politiche, di sicurezza e umanitarie”. Entrambe le parti hanno espresso preoccupazione per l’escalation in corso, discutendo gli effetti delle tensioni sulla stabilità regionale e sull’equilibrio internazionale.  

  • 11:35

    Teheran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele

    Dall’inizio del conflitto, Teheran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele, con un tasso di intercettazione superiore al 90%. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, spiegando che “l’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici” e che “abbiamo registrato tassi di intercettazione molto elevati, pari a circa il 92%”. Secondo le autorità israeliane, alcuni missili iraniani hanno colpito ieri le città di Dimona e Arad, nel sud del Paese, provocando circa 175 feriti che hanno richiesto cure mediche. 

  • 11:22

    “Vittime dell’attacco di 10 giorni fa in Bahrein provocate da Usa, non da Iran”

    Secondo un’analisi condotta da ricercatori accademici ed esaminata da Reuters, scrive l’agenzia sul suo sito, una batteria di difesa aerea Patriot gestita dagli Stati Uniti avrebbe probabilmente lanciato il missile intercettore coinvolto in un’esplosione il 9 marzo scorso in Bahrein che ha ferito decine di civili e devastato una zona residenziale. Sia il Bahrein che Washington, prosegue Reuters, hanno attribuito la responsabilità dell’esplosione del 9 marzo a un attacco con droni iraniani, 32 i feriti tra cui alcuni bambini. In risposta alle domande di Reuters, il Bahrein ha ammesso per la prima volta che un missile Patriot è stato coinvolto nell’esplosione nel quartiere di Mahazza sull’isola di Sitra, al largo della capitale Manama, sede anche di una raffineria di petrolio. “I danni non sono stati causati da un impatto diretto al suolo né del missile intercettore Patriot né del drone iraniano”, è la controversa risposta di un portavoce del regno. Ma né il BahreinWashington hanno fornito prove del coinvolgimento di un drone iraniano nell’incidente di Mahazza, sottolinea Reuters.  

  • 11:12

    Katz ha ordinato di distruggere tutti i ponti sul fiume Litani in Libano

    Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ordinato di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah”. L’annuncio dell’ordine, dato insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, arriva dopo che le Idf hanno annunciato che bombarderanno un altro ponte sul fiume Litani, “a causa delle attività di Hezbollah e del trasferimento di terroristi nel Libano meridionale, mascherati da civili”.

  • 10:34

    Teheran nega qualsiasi responsabilità nell’attacco alla Diego Garcia

    Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Iran non è responsabile e non è coinvolto negli attacchi missilistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. La smentita è giunta dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che due missili balistici a medio raggio erano stati lanciati verso la base, senza però colpirla. Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare nell’ambito della campagna contro l’Iran. L’incidente segnalato ha attirato l’attenzione perché Diego Garcia si trova a 4.000 chilometri dall’Iran, il doppio del limite di duemila chilometri che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe deliberatamente imposto ai suoi missili. L’isola, la più grande dell’arcipelago delle Chagos nell’Oceano Indiano centrale, ospita una presenza militare congiunta tra Stati Uniti e Regno Unito sin dagli anni ’70 e funge da base per bombardieri a lungo raggio e altre risorse strategiche.  

  • 10:31

    Parlamentare di Teheran: “Le navi pagano 2 milioni di dollari per passare dallo Stretto”

    Il parlamentare iraniano Alaeddin Boroujrrdi ha affermato alla televisione di Stato che alcune navi che attraversano lo Stretto di Hormuz sono soggette a una “tassa di 2 milioni di dollari” imposta dall’Iran. Lo riporta la Bbc, sottolineando di non aver potuto verificare in modo indipendente l’affermazione del parlamentare iraniano riguardo al pedaggio. Boroujrrdi ha dichiarato che nello Stretto si sta imponendo un “nuovo regime di governo” e che “la guerra ha un costo”, aggiungendo che ciò dimostra “l’autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell’Iran”.  

  • 10:14

    Hezbollah rivendica attacco nel sud di Israele

    Hezbollah ha rivendicato un attacco contro soldati israeliani a Misgav Am, nel nord di Israele. Secondo i soccorritori israeliani, un razzo lanciato dal Libano ha causato la morte di una persona, uccisa dopo che è stata colpita l’auto sulla quale viaggiava. In un comunicato, Hezbollah ha affermato che i suoi miliziani hanno preso di mira “un assembramento di soldati nemici israeliani” a Misgav Am “con un lancio di razzi”. Si tratta della prima vittima israeliana per i razzi provenienti dal Libano dalla ripresa dei combattimenti con Hezbollah, il 2 marzo.

  • 10:14

    Elicottero precipita in Qatar: sei morti

    Il Qatar afferma che sei persone sono state trovate morte, mentre una è ancora dispersa, in un incidente di elicottero nelle acque del Paese del Golfo. Il ministero della Difesa qatarino ha attribuito la causa dell’incidente dell’elicottero a un “guasto tecnico”. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che una persona risulta ancora dispersa nell’incidente, avvenuto ieri, ma non chiarisce la nazionalità delle vittime né se fossero civili o militari.  

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