Il mondo FQ

Ultimatum di Trump su Hormuz: l’Iran non cede. Si teme un’ulteriore escalation, Sanchez: “Sarebbe crisi energetica globale”

Il presidente Usa ha minacciato di bombardare le centrali elettriche. Teheran replica prospettando la chiusura totale dello Stretto e nuovi raid. Intanto, secondo Axios, "il tycoon sta creando un team per provare a negoziare". Mentre Israele prepara l'invasione via terra in Libano
Ultimatum di Trump su Hormuz: l’Iran non cede. Si teme un’ulteriore escalation, Sanchez: “Sarebbe crisi energetica globale”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

IL PUNTO

L’ombra di una nuova escalation si allunga sulla guerra in Iran. Dopo che sabato sera il presidente americano Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, minacciando di “colpire e annientare” le centrali elettriche iraniane se la Repubblica islamica “non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore”, il regime degli ayatollah ha risposto di essere pronto, in caso di attacco, a “distruggere irreversibilmente” le infrastrutture vitali dell’intera regione, compresi gli impianti di desalinizzazione, insieme a “chiudere completamente” Hormuz, dove solo una manciata di navi è riuscita a passare in poco più di tre settimane di conflitto. E mentre si infiammano le tensioni anche in Libano – dove Israele ha segnalato che “intensificherà” le operazioni “terrestri mirate” – una timida apertura verso la diplomazia sembra arrivare dagli Stati Uniti: secondo Axios, che cita sue fonti, gli inviati di Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente, mentre entrambi i Paesi hanno dato voce alle loro condizioni – al momento inconciliabili – per concludere il conflitto.

  • 21:14

    Iran, esplosioni in diverse città del sud

    Questa sera diverse città del sud dell’Iran sono state colpite da esplosioni, secondo quanto riferito da testimoni oculari a Iran International.
    A Bandar Abbas, nella provincia di Hormozgan, i testimoni hanno descritto forti scosse accompagnate da diverse esplosioni. Nella vicina Bandar Khamir, i testimoni hanno segnalato un’esplosione, una densa coltre di fumo e la chiusura degli ingressi e delle uscite della città.
    A Bushehr, i testimoni hanno affermato di aver udito quattro potenti esplosioni nella notte di domenica.

  • 20:50

    Kallas sente i ministri degli esteri di Turchia, Qatar e Corea del Sud

    L’Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha tenuto oggi colloqui separati con i suoi omologhi di Turchia, Qatar e Corea del Sud sulla guerra in Medio Oriente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e sull’urgente necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo rendono fonti Ue sottolineando come Kallas ha anche parlato con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Questi colloqui fanno parte degli sforzi continui dell’Ue per esplorare vie diplomatiche per andare avanti. Nuove minacce di attacco alle infrastrutture civili critiche rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre”, spiegano le fonti.

  • 20:22

    L’Idf: “Israele deve aspettarsi diverse altre settimane di combattimenti”

    Israele deve aspettarsi “diverse altre settimane di combattimenti” contro Hezbollah libanese e l’Iran: lo ha detto il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell’esercito israeliano, nel 23° giorno di guerra in Medio Oriente.
    “Ogni giorno che passa, indeboliamo ulteriormente il regime terroristico (iraniano, ndr). Non permetteremo al regime terroristico e ai suoi alleati di rappresentare una minaccia per i cittadini di Israele”, ha dichiarato in un discorso televisivo.
    “Cittadini di Israele, ci aspettano ancora diverse settimane di combattimenti contro l’Iran e Hezbollah”, il movimento islamista alleato di Teheran, ha aggiunto il portavoce.

  • 19:57

    IL PUNTO

    L’ombra di una nuova escalation si allunga sulla guerra in Iran. Dopo che sabato sera il presidente americano Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran, minacciando di “colpire e annientare” le centrali elettriche iraniane se la Repubblica islamica “non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore”, il regime degli ayatollah ha risposto di essere pronto, in caso di attacco, a “distruggere irreversibilmente” le infrastrutture vitali dell’intera regione, compresi gli impianti di desalinizzazione, insieme a “chiudere completamente” Hormuz, dove solo una manciata di navi è riuscita a passare in poco più di tre settimane di conflitto. E mentre si infiammano le tensioni anche in Libano – dove Israele ha segnalato che “intensificherà” le operazioni “terrestri mirate” – una timida apertura verso la diplomazia sembra arrivare dagli Stati Uniti: secondo Axios, che cita sue fonti, gli inviati di Donald Trump Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente, mentre entrambi i Paesi hanno dato voce alle loro condizioni – al momento inconciliabili – per concludere il conflitto.

  • 19:22

    Trump contro Herzog: “Bugiardo e patetico”

    Donald Trump ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo “un bugiardo, debole e patetico” per non aver concesso la grazia a Benjamin Netanyahu. In un’intervista all’israeliano Channel 14, il presidente americano ha sostenuto che Herzog aveva accettato di perdonare il premier israeliano “ma non lo ha mai fatto”. “È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader”, ha attaccato il tycoon, “Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze”.

  • 19:08

    Idf: aumento operazioni terrestri in Libano

    Israele “intensificherà” le operazioni “terrestri mirate” militari in Libano: lo ha affermato il capo di Stato maggiore dell’esercito (Idf), Eyal Zamir.

  • 18:42

    Sanchez: “Ulteriore escalation scatenerebbe una crisi energetica a lungo termine”

    La Spagna “chiede l’apertura dello Stretto di Hormuz e la tutela di tutti i siti energetici del Medio Oriente”: è quanto dichiarato attraverso un post su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez. “Ci troviamo a un punto di svolta globale. Un’ulteriore escalation potrebbe scatenare una crisi energetica a lungo termine per tutta l’umanità”, prosegue il suo messaggio. “Il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra”.

  • 18:19

    Iran: presa di mira industria aerospaziale israeliana

    L’esercito iraniano afferma di aver preso di mira la Israel Aerospace Industries (IAI), un’azienda statale del settore della difesa e dell’aerospazio. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa governativa iraniana, l’esercito ha affermato di aver lanciato droni contro obiettivi della IAI vicino all’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nonché contro un aereo da ricognizione statunitense presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riporta Al Jazeera.

  • 18:07

    Wsj: “Paesi del Golfo preoccupati”

    I Paesi del Golfo avvertono l’amministrazione statunitense che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane potrebbero provocare ritorsioni, mettendo a rischio le loro infrastrutture energetiche e idriche e con possibili ripercussioni sull’economia globale. Lo riferiscono funzionari informati citati dal Wall Street Journal.
    Secondo le fonti, diversi Stati della regione sono irritati da giorni per la scarsa influenza esercitata su Washington, nonostante i consistenti investimenti politici ed economici. I tentativi di mediazione avviati da alcuni Paesi arabi per favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sarebbero falliti a causa delle richieste avanzate da Teheran, ritenute troppo elevate, tra cui risarcimenti, garanzie contro una ripresa del conflitto e la fine della presenza militare americana nel Golfo.
    Le forze armate iraniane hanno nel frattempo minacciato di colpire infrastrutture energetiche, tecnologiche e impianti di desalinizzazione nella regione, in risposta all’avvertimento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva ventilato attacchi alle centrali iraniane qualora lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore.

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista