L'illusione somatogravica e la perdita della scatola nera - 4/4
Oltre alla “temporanea perdita di consapevolezza situazionale”, l’Ansv individua una concausa fisica nel disorientamento spaziale del comandante, definito “illusione somatogravica” o illusione del decollo notturno. Quella notte la Luna era illuminata solo allo 0,8%, il cielo era buio e sotto l’aereo c’era solo il mare scuro. Essendo molto leggero, l’aeromobile ha accelerato rapidamente. In queste condizioni, l’orecchio interno umano inganna il cervello: il pilota ha percepito un assetto di salita ripido (circa 20 gradi) mentre in realtà l’inclinazione stava diminuendo, spingendolo istintivamente ad abbassare il muso dell’aereo. Nonostante il comandante non ricordi alcun disorientamento, l’agenzia rileva che l’illusione può essere stata “abbastanza subdola da non essere riconosciuta”.
Le indagini hanno riscontrato anche una criticità tecnologica. Il software di gestione del volo (FMS) di quell’Airbus era alla versione 1A, che non segnala l’assenza delle velocità al decollo. La versione successiva genera invece il messaggio visivo “TO SPEEDS NOT INSERTED“. Poiché il 45,3% della flotta A320 mondiale vola ancora con la vecchia versione, l’Ansv ne ha raccomandato l’aggiornamento.
Impossibile, infine, stabilire l’esatta comunicazione tra i due piloti. Il registratore vocale della scatola nera (CVR) memorizza solo 2 ore e 10 minuti di dati: poiché il volo è durato quasi tre ore, i dialoghi dei minuti del decollo sono stati sovrascritti. La compagnia aerea ha comunque licenziato in tronco l’equipaggio per “grave negligenza”, ha accelerato l’aggiornamento dei software della flotta e ha intensificato i protocolli di addestramento al simulatore. Airbus ha conseguentemente aggiornato il manuale operativo.