La picchiata e il salvataggio dell'aereo a 12 metri dal mare - 3/4
L’aereo si stacca da terra alle 23.56 e 49 secondi, a 291 km/h, ma con un assetto di 11 gradi invece dei 15 previsti dal manuale. Alle 23.57 e 1 secondo, a 94,2 metri di quota, avviene l’inspiegabile: il comandante spinge in avanti la barra di comando (il sidestick). Sette secondi dopo inserisce l’autopilota, che si aggancia alla velocità verticale di quel momento, che è negativa (circa 10 metri al secondo verso il basso).
L’Airbus perde 40 metri in oltre tre secondi; la spinta viene ridotta e i flap vengono ritratti a una velocità di 442,6 km/h, superando il limite strutturale di 426. L’assetto è totalmente innaturale e il sistema anti-collisione inizia a urlare in cabina: “Sink rate” alle 23.57 e 10 secondi, seguito da “Pull up” due secondi dopo. Il comandante reagisce applicando la spinta massima e tirando il sidestick a fondo corsa. Alle 23.57 e 19 secondi, il radioaltimetro segna il punto più basso: 12 metri e mezzo dal mare. Subito dopo, il jet inizia a salire a quasi 30,5 metri al secondo, proseguendo poi senza problemi fino ad Amman.