“Sarò il padre dei tuoi figli”. Una frase buttata lì davanti alla porta di un ascensore, alle prime luci dell’alba in un hotel sulla costa della Normandia, indirizzata a una donna conosciuta solo da poche ore e con 25 anni in meno. “Ho letto e sentito molte cose su di te, e immagino che sia tutto vero. Penso sia ora che io ti dica buona notte”. Fu questa la risposta gelida di Catherine Zeta-Jones. E le porte dell’ascensore si chiusero.
È uno dei passaggi più intimi e clamorosi che Michael Douglas (82 anni) ha deciso di consegnare alle stampe in Una vita pazzesca (La nave di Teseo), l’attesissimo memoir in uscita in Italia. Un’autobiografia in cui il divo vuota il sacco, disinnescando la prescrizione sui peccati di gioventù e rivelando i retroscena della sua parabola hollywoodiana, dagli eccessi chimici alle fratture con i colleghi, passando per l’ingombrante ombra paterna, fino all’incontro che gli ha cambiato l’esistenza.