L'essenza del Cristianesimo per Del Debbio: l'incarnazione e l'amore strabordante - 3/4
Per Del Debbio, la vera, incolmabile distanza tra il Cristianesimo e le altre religioni risiede nello “svuotamento” di Dio, che si fa uomo e accetta la tortura. “Nella teologia ebraica o musulmana sarebbe impensabile”, sottolinea. “Per noi cristiani, Dio assume carne e sangue. E si lascia massacrare, fustigare, crocifiggere da un mondo che non lo capisce, non risponde al suo amore”.
La lezione più alta lasciata in eredità è racchiusa nella definizione giovannea, “Dio è amore”, che per Del Debbio è una forza incontenibile: “L’amore di Dio straborda da Dio, va nel cuore dell’uomo. Se tu uomo sei felice, ti si legge negli occhi, gli altri lo vedono. A meno che tu non abbia un cuore di pietra, di fronte allo strabordare d’amore non puoi non riversarlo sugli altri”. Un sentimento che, ancora una volta, traccia il confine invalicabile tra umano e artificiale: “Perché diciamo ‘ti amo alla follia’? Perché tentiamo invano di esprimere con il linguaggio qualcosa che lo supera. Dentro un robot questo non ci sarà mai. L’anima, o lo spirito, ce li ha messi dentro Dio. L’amore è come il tempo secondo Agostino: non si sa cos’è; ma si sa che c’è”.