La critica ai genitori: "Serve un ancoraggio al reale" - 3/4
Oggi il fulcro dell’intervento pubblico di Andreoli è la genitorialità. La psicoterapeuta individua un cortocircuito pericoloso negli adulti odierni: nel tentativo di iper-proteggere i figli, li anestetizzano tenendoli lontani dalle asperità della vita. “Per me è fondamentale un ancoraggio al reale che fa parte di questi adulti oggi matti, fragili, in difficoltà, che non vogliono saperne niente, che non guardano i telegiornali, che non dicono la verità ai loro figli”.
Nascondere le storture del mondo non è la soluzione per crescere figli attrezzati ad affrontarlo: “Tutto questo fa parte del fatto che se non riesci a portare il racconto del quotidiano, non porterai certo il racconto del mondo”. Il coraggio, spiega, risiede nell’accettare il fallimento per ricostruire: “Dire: ok oggi è così, non va bene quasi niente, ripartiamo, prendiamo un lembo della coperta e iniziamo da lì”. Un approccio pragmatico che declina anche nel privato. Pensando all’eredità emotiva per le sue figlie, chiede una cosa sola: “Mi piacerebbe che dicessero che ci ho provato”.