Lo studio, i lutti e "l'erotismo del sapere" - 2/4
Il rapporto con l’istruzione è stato meccanico fino ai 13 anni (studiava “perché non avevo ancora trovato dei buoni motivi per non farlo”). La svolta arriva al liceo grazie al professor Dario Panzeri, che le svela una verità divenuta poi un pilastro del suo pensiero clinico e divulgativo: “Bisogna davvero far sentire agli studenti l’erotismo del sapere”.
Se i ricordi adolescenziali più leggeri sfiorano il primo innamoramento per un ragazzo del quartiere “uguale a MacGyver, identico, però con 30 anni in meno” (una storia finita subito perché lei, “molto pudica”, si rifiutò di baciarlo), il baricentro emotivo della giovinezza è segnato da un trauma profondo: la morte del fidanzato quando aveva solo 21 anni. La prima vera grande perdita, un dolore inestirpabile che si riaccende nella pratica clinica. “Ogni volta che incontro storie nelle quali muore l’amore – non nel senso del sentimento ovviamente – ma muore proprio l’oggetto dell’amore, io mi sento dilaniata”.