È morto ieri, mercoledì 4 novembre, all’età di 93 anni Tinto Brass, considerato in Italia come il maestro del cinema erotico. La sua scomparsa è arrivata dopo un periodo in cui la salute del regista era parecchio debilitata, come ha avuto modo di raccontare sua moglie, Caterina Varzi.
Lo scorso inverno Brass si era trovato ad affrontare “due setticemie”, come ricordato dalla moglie in un’intervista al “Corriere del Veneto”. Le sue condizioni di salute, per quanto non potessero garantirgli ancora una certa stabilità, sembravano essere però migliorate. “Non ce l’aspettavamo: né io né il suo medico” ha infatti raccontato Varzi.
La morte è avvenuta a causa di una crisi cardiaca, che l’ha colto poco dopo aver fatto colazione insieme a sua moglie. “L’ho lasciato che andava a farsi la barba, ho sentito un urlo, il badante mi ha chiamato e Tinto non c’era più. Sono contenta che non abbia sofferto minimamente” ha spiegato la donna.
A dare particolare vitalità al regista nell’ultimo periodo era stato il premio vinto alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, dove gli era stato conferito il Premio Pietro Bianchi dall’associazione Giornalisti Cinematografici Italiani. In quell’occasione, in cui era stato trasmesso in versione restaurata il film “Col cuore in gola”, Brass non era però riuscito a presenziare e il premio era stato ritirato proprio da sua moglie.
“La notizia del premio alla Mostra del Cinema aveva provocato in lui una ripresa insperata che mi ha reso felice, perché ho potuto godermi ancora un po’ il Tinto attaccato alla vita. Gli leggevo gli articoli che uscivano su di lui e diceva: “Ah, si ricordano ancora di me…”” ha raccontato la donna.