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È morto Herbert Blomstedt, direttore della San Francisco Symphony dal 1985 al 1995: “Per me dirigere è come un intenso rapporto sessuale. Mi sento in paradiso. Mi rifiuto di avere qualsiasi stress”

Riccardo Chailly e il Teatro alla Scala dedicheranno alla memoria del maestro le esecuzioni della Nona Sinfonia di Bruckner in programma per il 16, 17 e 20 novembre

di Redazione FqMagazine
È morto Herbert Blomstedt, direttore della San Francisco Symphony dal 1985 al 1995: “Per me dirigere è come un intenso rapporto sessuale. Mi sento in paradiso. Mi rifiuto di avere qualsiasi stress”

Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra di fama internazionale che ha guidato la San Francisco Symphony dal 1985 al 1995, è morto all’età di 99 anni. Lo ha annunciato mercoledì 4 novembre la sua agenzia di management, KünstlerSekretariat am Gasteig, precisando che è scomparso nella sua casa di Göteborg, in Svezia.

Nel corso di una carriera lunga oltre sette decenni, Blomstedt ha diretto orchestre in Scandinavia e in Germania. Era noto per la sua modestia e per la dedizione alla musica. Nato nel Massachusetts da genitori svedesi, era un avventista del settimo giorno e ha vinto due Grammy Award.

La sua ultima esibizione risale al 15 maggio, ancora con la San Francisco Symphony alla Davies Hall. In quell’occasione è salito sul palco in sedia a rotelle e ha faticato a portare a termine la Nona Sinfonia di Gustav Mahler, che si è interrotta per diversi minuti durante il terzo movimento. Nei due concerti successivi è stato sostituito e ha annullato gli impegni previsti per il resto dell’anno. Aveva comunque in calendario esibizioni fino al 2027, tra cui un concerto con i Wiener Philharmoniker il giugno prossimo, a un soffio dal suo centesimo compleanno.

“Fino all’ultimo abbiamo sperato di festeggiare i suoi cento anni con un concerto insieme”, ha dichiarato Daniel Froschauer, presidente dei Wiener Philharmoniker. Manfred Honeck, direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, lo ha definito “un modello straordinario, uno dei più grandi direttori d’orchestra e un faro di umanità”.

Avventista del settimo giorno, Blomstedt si rifiutava di tenere prove il venerdì sera e il sabato per rispettare il sabato come giorno di riposo, ma dirigeva i concerti in quelle giornate perché si considerava un predicatore della musica. “Ogni battuta, ogni nota è condivisa da noi ed è una comunicazione molto intensa – ha detto parlando della direzione in un’intervista a CBS Sunday Morning – È come un intenso rapporto sessuale. Per me è quasi come girare un interruttore elettrico. Quando sento il suono, mi trasforma. Sono in paradiso”.

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