La ribellione, la mancata laurea e la scelta vegetariana - 3/4
Tornata in Italia (“passammo per Parigi, ricordo la meraviglia di vedere dal vivo l’Europa”), Dacia Maraini ha forgiato il proprio carattere attraverso una serie di ribellioni. La prima, alimentare, avvenne a soli dieci anni, in Sicilia, quando vide un macellaio sgozzare una pecora: “L’animale strillava e scalciava disperato. È stata una esperienza terribile. E ho capito che non avrei più mangiato carne”. La seconda fu accademica. Dopo essere stata bocciata all’esame di maturità a Roma da un professore arrogante, decise di abbandonare gli studi tradizionali: “Mi sono talmente arrabbiata che ho detto: ‘Non faccio più gli esami, studio da me’. L’università non l’ho fatta per niente”. Iniziò così a lavorare come hostess per la Pan American, segretaria e traduttrice, aprendosi la strada verso la scrittura e il successo planetario di romanzi come La lunga vita di Marianna Ucrìa (“Ne ho venduto un milione di copie, è stato tradotto in 27 Paesi”).