Gli ultimi messaggi prima dello schianto - 2/3
Il volo fatale era decollato da Austin, in Texas, con destinazione le Bahamas. Prima della vertiginosa picchiata (i dati radar di ADS-B Exchange indicano un crollo effettivo di 27.000 piedi in appena un minuto, circa 137 metri al secondo), Nathalia aveva inviato un SMS al fidanzato Justin: “Ho turbolenza, ho ghiaccio”. Poco dopo, il contatto radio con la torre di controllo. La co-pilota ha segnalato un pericoloso accumulo di ghiaccio sulla carlinga, una temperatura esterna di -47°C e una severa turbolenza che faceva sbalzare il velivolo per centinaia di metri, prima del fatale, duplice urlo: “Mayday, mayday!”. Le indagini del National Transportation Safety Board (NTSB) si stanno concentrando proprio sulle condizioni meteorologiche: il jet aveva attraversato una cella temporalesca capace di generare potenti correnti ascensionali e un rapido congelamento, fattore che compromette irrimediabilmente la traiettoria, l’aerodinamica e la velocità dell’aereo, portando alla perdita totale dei comandi.