“Mayday, mayday! Stiamo scendendo a 10.000 piedi al minuto! Stiamo viaggiando a velocità eccessiva, stiamo scendendo a 20.000 piedi al minuto. Santo cielo, non abbiamo più tempo, ci schianteremo al suolo“. È la voce disperata, registrata dalle comunicazioni radio del controllo del traffico aereo di Miami, di una ragazza poco più che adolescente che tenta invano di salvare il jet privato su cui viaggia insieme ad altre otto persone. Si chiamava Nathalia Gadelha Filgueiras, aveva 20 anni (ne avrebbe compiuti 21 a gennaio) ed era la co-pilota del Learjet 60 precipitato al suolo domenica pomeriggio come un missile nella contea di Palm Beach, in Florida, senza lasciare alcun sopravvissuto. A confermarne l’identità al New York Post sono stati la madre Camila e il patrigno Thiago Corteleti.
Cresciuta nella contea di Palm Beach, Nathalia era diventata una piccola celebrità locale già a 17 anni, nell’ottobre del 2023, per una particolarità anagrafica che oggi risuona come un amaro scherzo del destino: aveva conseguito il brevetto di pilota privato ancor prima di avere l’età per ottenere la patente di guida automobilistica. “Certo che me ne vanto, perché la gente dice: ‘Non sai guidare’, e io rispondo: ‘Sì, ma so volare'”, aveva dichiarato sorridente all’epoca in un’intervista all’emittente Cbs12. La sua formazione era stata fulminea: dopo essere salita per la prima volta a bordo del piccolo Beechcraft Bonanza del padre (che volava per diletto dal 2018), aveva deciso il proprio futuro. L’Accademia di aviazione del distretto scolastico della sua contea aveva coperto i costi del brevetto liceale. “Alcuni pensano che sia strano che io sappia pilotare aerei, ma non guidare un’auto. Io lo trovo divertente, anche se ora desidero tantissimo la patente”, aveva scherzato Nathalia, che sognava un giorno di entrare in una compagnia commerciale come American Airlines.
Nonostante la giovane età, la ventenne vantava già un curriculum strutturato. Diplomata presso l’American Flyers di Addison, aveva lavorato come istruttrice a Fort Lauderdale e aveva all’attivo 1.300 ore di volo, figurando come pilota commerciale certificato anche per il volo strumentale e plurimotore. “Tutti erano così impressionati da lei. L’hanno assunta perché sapevano quanto era brava e quanto le piaceva“, ha ricordato la madre.