L'inganno delle classifiche e il tabù dell'alcol - 2/4
Il ragionamento di Garattini ruota attorno a una distinzione cruciale, spesso ignorata o confusa nei bollettini trionfali sull’aspettativa di vita: bisogna separare nettamente la pura lunghezza dell’esistenza dalla durata della vita in buona salute. Ed è proprio su questo secondo fronte che il quadro del nostro Paese si incrina. “Se valutiamo la durata della vita sana, l’Italia scende nelle classifiche”, ha avvertito il professore. “Non ci sono elementi singoli che possono migliorare la durata della vita: dipende da molti fattori. Sono diversi i parametri che dobbiamo ricordare, servono tutti: altrimenti non riusciamo a migliorare”. Tra questi parametri spiccano in negativo abitudini radicate e tollerate a livello sociale. Garattini non usa mezzi termini, arrivando a sfidare frontalmente uno dei massimi intoccabili dogmi nazionali: “Abbiamo troppe dipendenze dal fumo, dall’alcol. In Italia non si può dire ma il vino è cancerogeno”.