“Mio marito non mi tradisce. Ed è quasi peggio” - 4/5
C’è un aspetto che Murnau considera particolarmente interessante: alcune donne sembrano trovare quasi più difficile accettare l’assenza di un’amante che la sua presenza. Può sembrare paradossale, ma la logica emotiva è comprensibile. Se lui ha un’altra, il desiderio esiste ancora. Semplicemente è rivolto altrove. Se invece non ha nessuna, la domanda diventa più difficile: perché non desidera più me?
«Il tradimento, per quanto doloroso, offre una spiegazione. C’è una terza persona, c’è un comportamento, c’è qualcuno contro cui arrabbiarsi. Quando invece non emerge nulla, alcune clienti sembrano ancora più disorientate. Mi chiedono: ma allora che cos’ha? E io devo ricordare loro che sono una detective, non il servizio di assistenza tecnica della libido».
La questione tocca un punto delicato. Essere desiderati dal proprio partner non riguarda soltanto il sesso. Riguarda la percezione di sé, la complicità, l’intimità e, qualche volta, il bisogno di sentirsi ancora scelti.
«Ci sono donne che non mi dicono nemmeno che vorrebbero avere rapporti più frequenti. Mi dicono che vorrebbero essere cercate. Che il marito le abbracciasse senza che debbano chiederlo. Che ogni tanto le guardasse come le guardava dieci anni prima. Non sempre stanno chiedendo una prestazione sessuale. A volte stanno chiedendo di non sentirsi diventate un elemento dell’arredamento».
C’è poi un’altra trasformazione che emerge dai racconti delle clienti: molte donne non hanno più alcuna difficoltà a dichiarare apertamente il proprio desiderio. Propongono, seducono, prendono l’iniziativa. Ma non intendono diventare le uniche responsabili della vita erotica della coppia. Perché il problema non è soltanto la frequenza con cui si sta insieme. È l’impressione di dover continuamente sollecitare qualcosa che si vorrebbe spontaneo.
Per generazioni si è chiesto agli uomini di rispettare il desiderio femminile, compreso il diritto di non averne. Oggi, quando sono alcuni uomini a non desiderare, non sempre viene loro riconosciuta la stessa libertà.
«Una donna ha naturalmente il diritto di non desiderare intimità fisica. E un uomo ha esattamente lo stesso diritto. Il fatto che sia portatore di cromosoma XY non significa che debba essere sessualmente disponibile per dimostrare di amare la propria compagna. Altrimenti abbiamo cambiato i protagonisti, ma non il problema».
Una ricerca pubblicata nel 2024 sul Journal of Marital and Family Therapy, condotta su 300 adulti che sperimentavano differenze di desiderio all’interno della relazione, ha individuato un dato interessante: tra coloro che riferivano una discrepanza nel desiderio sessuale, la comunicazione era una strategia più frequente nelle relazioni in cui quella differenza non veniva vissuta come un problema. Il 61,4% contro il 41,8%.
Naturalmente parlare non è una formula magica per ritrovare la passione. Ma forse è un buon punto di partenza per capire se il problema sia davvero la mancanza di desiderio, oppure il silenzio che le si è costruito intorno.