Per oltre un decennio ha rappresentato la risposta immediata a qualsiasi dubbio tecnologico degli italiani, costruendo un impero digitale capace di superare il traffico dei giganti del web. Ma oggi, a 36 anni, Salvatore Aranzulla si trova a combattere su due fronti inaspettati: la propria salute e l’avanzata spietata dell’Intelligenza Artificiale che ha stravolto il suo modello di business. Il divulgatore informatico più celebre d’Italia, partito dal piccolo comune di Mirabella Imbaccari in Sicilia per conquistare la Bocconi e Milano, non usa giri di parole per descrivere un presente in cui le regole del gioco sono saltate. A partire dalla sua stessa quotidianità nel lussuoso quartiere milanese di CityLife. “Ho comprato casa prima del Covid, oggi non lo farei: ha prezzi immorali. Per due pizze qui si spende 60 euro, ma come si fa?”, esordisce l’imprenditore.
Presentatosi puntuale al minuto per l’intervista, Aranzulla confida di aver appena ripreso i ritmi di un tempo dopo mesi complessi sul piano fisico. “Non sono stato bene. Avevo mal di stomaco, dolori continui: li ho sottovalutati, finché sono diventati troppo debilitanti“, racconta, ripercorrendo il calvario clinico iniziato la scorsa estate. “A giugno ho iniziato i controlli, la diagnosi non è stata immediata perché i sintomi erano sovrapponibili a più cause: alla fine è emersa la celiachia“. Una scoperta che, costringendolo a rivedere radicalmente la dieta, ha risolto un malessere di lungo corso: “Ora ho modificato l’alimentazione ed è scomparsa la stanchezza con cui convivevo da anni. Adesso che ho individuato il disturbo non sono spossato e rendo pure meglio”.