L'approccio dei docenti: dal dibattito feroce all'emozione in aula - 3/3
Le lezioni non sono monologhi frontali, ma accesi dibattiti. Nelle cronache delle aule emergono discussioni vivaci, dove le frasi di rito sono “Vorrei contestare un po’ questa affermazione” o “Sono completamente in disaccordo”. L’ex alunna Ellie Powell (laureata nel 2025) spiega il livello di pressione positiva vissuta in classe: “È l’unico corso che ho seguito a Harvard in cui ci si rimproverava a vicenda per non aver letto i testi assegnati. Non volevi deludere i partecipanti del seminario come unica persona che non aveva letto o il cui commento non contribuiva alla discussione. Ci sentivamo tutti parte di qualcosa di importante, ed è stata una sensazione straordinaria”.
Un entusiasmo che ha contagiato lo stesso corpo docente. Stephen Greenblatt, acclamato professore di Inglese che ideò il corso anni fa insieme al collega Louis Menand, non nasconde il brivido intellettuale di interfacciarsi con l’energia delle matricole: “Dal punto di vista del corpo docente, parte del divertimento sta nel fatto che non si tratta di un corso in cui si ripete lo stesso argomento per la centocinquantesima volta. Non avevo mai insegnato La ricchezza delle nazioni prima d’ora, ma è proprio questo che ha reso la lettura così stimolante per me. È davvero magico insegnare a studenti appena arrivati, pieni di entusiasmo”. Anche per i docenti, tenuti a frequentare tutte le lezioni dei colleghi e a intervenire su testi fuori dalla propria disciplina, Hum 10 diventa un ritorno allo studio puro. Come riassume la professoressa di filosofia Samantha Matherne, tra i banchi di Humanities 10 l’apprendimento non si ferma mai: “Diciamo sempre agli studenti che il corso è un’esperienza trasformativa. E non solo per loro”.