Il teatro, Madre Cabrini e il parallelismo con Maria - 3/3
Quella stessa forza d’animo, l’attrice l’ha ritrovata nel personaggio che sta attualmente portando in scena: Francesca Saverio Cabrini, la fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù canonizzata da Pio XII nel 1946. Russinova è autrice e protagonista del melologo (una forma espressiva che unisce reading e musica dal vivo) intitolato Francesca. Madre Cabrini, Santa dei Migranti, diretto proprio dal marito Rodolfo Martinelli Carraresi. Dopo la prima nazionale andata in scena con successo lo scorso 30 luglio sul suggestivo sagrato del Duomo di Siena, lo spettacolo sarà riproposto in autunno in Italia e all’estero.
“Avevo cullato da tempo questa idea di raccontare la storia della prima santa americana, patrona dei migranti, nonostante fosse nata in Italia”, racconta l’autrice, che aveva già testato il testo alla Casa internazionale delle donne di Roma. “Rispetto al film che le hanno dedicato, ho voluto approfondire il percorso di fede di questa figura per riscoprirne i valori e l’appassionata umanità verso i più fragili“. Un’umanità in cui Russinova scorge un chiaro riflesso mariano: “In lei rivedo molte caratteristiche della personalità di Maria: la forza, la curiosità e la fede che animano ogni sua impresa. Come la Madonna, anche Francesca ha saputo assumersi la responsabilità di ciò che il Signore le chiedeva ed è stata madre di tanti giovani denigrati, respinti, privati della loro dignità”.