Il potere terapeutico della letteratura per Charlotte Casiraghi (e l'aiuto alle ragazze) - 5/5
La letteratura, precisa Casiraghi, non è una bacchetta magica: non cancella il dolore né garantisce la guarigione, ma “gli dà una forma”, sottraendo le esperienze più traumatiche al caos della mente. Un potere che Charlotte ha deciso di mettere al servizio degli altri: da quattro anni, infatti, conduce un gruppo terapeutico all’interno di un reparto di neuropsichiatria infantile, aiutando giovani pazienti affette da disturbi del comportamento alimentare ad accettare il proprio corpo attraverso la lettura di autrici come Simone de Beauvoir e Maya Angelou.
Una sfida contro l’ossessione contemporanea per l’estetica ritoccata da Photoshop. “Abbiamo bisogno di esplorare le crepe, ma anche di avere la possibilità di nasconderle, di non identificarci continuamente e totalmente nei nostri traumi”, ha spiegato Charlotte, difendendo il diritto di indossare una maschera quotidiana per proteggersi dall’invadenza altrui. Perché vivere, alla fine, significa assumersi il rischio di cadere — una lezione appresa dagli anni passati a praticare l’equitazione a livello agonistico — accettando che la perfezione è solo un’illusione da rotocalco.