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“Mia figlia è morta mentre ero lontana, mi hanno dovuta legare sull’aereo. Mi addormentavo con una bottiglia di vino. Non ho ricominciato a vivere, sono una sopravvissuta”: parla Claudia Galanti

Il doloroso racconto della morte della figlia Indila, la dipendenza dal vino e il percorso con la terapia EMDR

di Redazione FqMagazine
Claudia Galanti: “Calmavo la testa e il dolore con il vino” - 4/4

Claudia Galanti: “Calmavo la testa e il dolore con il vino” - 4/4

“Il dolore mi ha portata in un tunnel buio. – ha rivelato – All’inizio mi hanno dato dei farmaci, ma non mi piaceva stare sedata e li ho lasciati. Ho scelto l’alternativa: calmavo la testa e il dolore con il vino. Aprivo la bottiglia, andavo a letto e mi addormentavo così. Poi mi sono resa conto che stavo esagerando e che non andava più bene”.

La rinascita con EMDR. “Per dieci anni sono andata avanti da sola. – ha raccontato – Poi ho conosciuto il mio fidanzato, che un giorno mi ha detto molto seriamente: ‘Claudia, hai bisogno di aiuto’. Mi ha portata da un medico molto bravo e abbiamo scoperto che soffrivo di PTSD, il disturbo da stress post-traumatico. La cura è stata l’EMDR, una terapia che ti cancella il trauma, davvero. È stato un percorso lungo, quasi un anno, con due o tre sedute a settimana. Piano piano sono migliorata: niente più attacchi di panico, niente crisi violente né sbalzi d’umore. La mia vita è diventata più equilibrata, ero aperta all’amore e sono diventata una madre più presente”.

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