Televisione

“Mia figlia è morta mentre ero lontana, mi hanno dovuta legare sull’aereo. Mi addormentavo con una bottiglia di vino. Non ho ricominciato a vivere, sono una sopravvissuta”: parla Claudia Galanti

Il doloroso racconto della morte della figlia Indila, la dipendenza dal vino e il percorso con la terapia EMDR

di Redazione FqMagazine
“Accuse pesantissime contro il mio ex marito: concorso in tre omicidi, quasi la trama di un film” - 3/4

“Accuse pesantissime contro il mio ex marito: concorso in tre omicidi, quasi la trama di un film” - 3/4

Poco dopo, l’ex marito Arnaud è stato arrestato. “Ho saputo solo dopo che quel giorno la polizia era appostata fuori casa, ma si era ritirata perché dalle intercettazioni aveva sentito che in casa era morto qualcuno. Gli hanno concesso un mese e poi lo hanno arrestato, a gennaio 2015”, ha detto.

“Le accuse erano pesantissime, si parlava di concorso in tre omicidi, quasi la trama di un film. – ha detto Galanti – Io sono rimasta scioccata, perché ho scoperto tutto dopo. Dal giorno dell’arresto è uscito di tutto su giornali e telegiornali, cose di cui non sapevo nulla. Per me era un padre meraviglioso di sei figli, una persona dolcissima che amava i bambini e amava me. Non mi aveva mai dato alcun segnale strano”.

E ancora: “Mi sono separata ad agosto 2014 perché c’erano cose che non mi andavano bene. Credo che già allora lui sapesse la verità e non me la dicesse. Era nervoso, isterico, usciva di casa e non tornava a dormire. La separazione era il mio modo di metterlo in riga: o ti dai una regolata o me ne vado. Volevo scuoterlo e vedere se si calmava. Poi è successo il pandemonio”.

“Vado ancora a trovarlo in carcere e porto sempre con me i ragazzi. – ha continuato – Ho cresciuto i miei figli nell’amore, nonostante tutto quello che il padre ha fatto, non ha fatto o forse ha fatto. I processi devono ancora arrivare e io spero sempre nel meglio, soprattutto per loro. Non voglio che continuino a soffrire: vedono tutto su Internet, ci sono serie tv, film e documentari, hanno accesso a tutto. Per questo ho sempre cercato che sentissero la presenza del padre. Gli passavo il telefono, ‘parla con il tuo papà’, li portavo in carcere. Non volevo che crescessero senza una figura paterna”.

Precedente
Precedente
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.