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Madame: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla ed essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la me**a nel cervello. Le voglio bene Presidente Mattarella”

La cantautrice è rimasta colpita dalle parole del presidente Mattarella ed è intervenuta nel dibattito che infiamma rapper e artisti sui disordini avvenuti a Milano nel weekend

di Redazione FqMagazine

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato con fermezza le violenze che hanno scosso Milano nel fine settimana, ribadendo che “ogni violenza è inaccettabile”. Al tempo stesso, il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di “un’analisi intelligente e approfondita” dei fatti, invocando “un’attenta vigilanza in grado di contrastare” episodi che vedono coinvolti “soggetti inediti”.

Una circostanza, quest’ultima, che secondo Mattarella pone interrogativi complessi e meritevoli di riflessione sotto molteplici profili. Le parole del presidente rappresentano una netta presa di posizione contro i responsabili degli scontri, accompagnata tuttavia dall’invito a non sottovalutare la complessità del fenomeno.

Parole che hanno colpito Madame che è entrata così nel dibattito di questi giorni. In una serie di Instagram Stories ha scritto: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi. È violento il mondo in cui siamo nati, è violento il modo in cui concepiamo l’esistenza, ma non se ne rende conto nessuno. È violenta la nostra musica. Noi siamo persi. Io sono persa. Le voglio bene Presidente Mattarella”.

“Il nostro Presidente Mattarella – ha spiegato – si è esposto nell’unico modo in cui andava fatto. La stimo tanto, anzi, le voglio proprio bene Presidente. Grazie a lei e a tutti quelli che si stanno sforzando di capirci senza girare la testa dall’altra parte, grazie a quelli che ci hanno a cuore

E ancora: “Bisogna farsi carico del malessere dei giovani. Non ci si può rivolgere ai giovani con un atteggiamento di indifferenza. O, peggio, di meschina sottovalutazione. Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la merda nel cervello”.

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