Il design, le tre versioni e il salto nel canyon - 3/4
A livello estetico, l’auto eredita il linguaggio a spigoli vivi inaugurato dal Cybertruck, integrando fari a scomparsa e un’ala posteriore mobile. L’abitacolo, rapidamente tralasciato durante la presentazione, è dominato da un volante a cloche e dalla tecnologia steer-by-wire, un sistema di sterzo elettronico totalmente privo di collegamenti meccanici convenzionali con le ruote. Nei piani aziendali, la Roadster è destinata a rimanere l’unica Tesla dotata di opzione per la guida manuale nel lungo periodo.
Il listino prevede tre differenti configurazioni: la “Performance” a due posti; la “Thrust”, prodotta in serie limitata con propulsori concentrati al posteriore; e infine la “Rocket”, una variante monoposto non omologata per la circolazione stradale, costruita appositamente per il volo e venduta esclusivamente su invito. Non pago dello show texano, Musk ha già anticipato nuove evoluzioni per il futuro, tra cui il salto di un canyon in stile Evel Knievel.