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“Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato costretto a fare una cosa simile. Erano 5, poi ne sono sparite 2”: stelle alpine chiuse in gabbia, la soluzione estrema del Rifugio Verdelli contro i turisti cafoni

A quasi duemila metri di quota sul lago di Sorapis, il gestore Emilio Pais Bianco ha sigillato i fiori protetti dopo il furto di due piantine. Il racconto al Corriere della Sera

Testo di Redazione FqMagazine
I numeri del sovraffollamento in quota - 3/3

I numeri del sovraffollamento in quota - 3/3

Il recinto metallico è la conseguenza tangibile della pressione antropica che grava sull’area. Nelle settimane di alta stagione, il vicino specchio d’acqua attira quotidianamente circa tremila escursionisti, mentre il solo Rifugio Vandelli — nato in origine per accogliere numeri estremamente più contenuti di alpinisti — arriva a registrare un flusso di mille persone al giorno. L’incremento vertiginoso delle presenze ha portato in quota una percentuale sempre maggiore di avventori privi della necessaria consapevolezza ambientale. Comportamenti superficiali e scorretti che finiscono per logorare quello stesso patrimonio naturale che spinge le folle in montagna, tramutando un simbolo delle Dolomiti in un semplice bottino da portare a casa. L’insolita prigione per le stelle alpine diventa così il simbolo di una bellezza che necessita di essere difesa da chi dovrebbe limitarsi ad ammirarla. “Ci vuole educazione e rispetto”, conclude Pais Bianco. “Mi auguro che questo serva a lanciare un messaggio a tutti coloro che vogliono raggiungere i rifugi di alta montagna”.

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