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“Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato costretto a fare una cosa simile. Erano 5, poi ne sono sparite 2”: stelle alpine chiuse in gabbia, la soluzione estrema del Rifugio Verdelli contro i turisti cafoni

A quasi duemila metri di quota sul lago di Sorapis, il gestore Emilio Pais Bianco ha sigillato i fiori protetti dopo il furto di due piantine. Il racconto al Corriere della Sera

Testo di Redazione FqMagazine
“Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato costretto a fare una cosa simile. Erano 5, poi ne sono sparite 2”: stelle alpine chiuse in gabbia, la soluzione estrema del Rifugio Verdelli contro i turisti cafoni

Una griglia di metallo imbullonata tra le rocce per difendere i petali di una pianta. A quasi duemila metri di altitudine, la convivenza tra l’ecosistema d’alta quota e il turismo di massa ha prodotto un’immagine paradossale: le stelle alpine costrette a crescere dietro le sbarre di una gabbia. Succede negli spazi esterni del Rifugio Vandelli, la storica struttura che si affaccia sulle acque del Lago di Sorapis, nel territorio di Cortina d’Ampezzo. Qui, per proteggere una specie botanica rara e rigorosamente tutelata dalla legge, si è resa necessaria l’installazione di una barriera fisica contro le mani dei visitatori.

A spiegare le ragioni di questa drastica misura al Corriere della Sera è Emilio Pais Bianco, storico gestore della struttura ampezzana. “Il Rifugio Vandelli ormai è come casa mia. Ci vivo e ci lavoro in estate da ventisette anni e queste stelle alpine mi fanno compagnia da quindici“, racconta l’uomo. “Fino alla scorsa primavera erano cinque, poi ne sono sparite due. Per questo ho deciso di proteggerle con una gabbia metallica”.

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