Nonostante un traffico passeggeri in crescita del 4% e un picco di oltre 20,1 milioni di viaggiatori registrato nel mese di settembre 2026, Ryanair ha avviato un drastico ridimensionamento del proprio network periferico. Tra l’inizio dell’anno in corso e la primavera del 2027, la compagnia low cost irlandese ha programmato l’abbandono definitivo di 13 aeroporti distribuiti tra Spagna, Francia, Portogallo, Giordania, Turchia, Grecia, Serbia e Germania.
Alla base della decisione non c’è una crisi finanziaria, ma una precisa logica di ottimizzazione aziendale: tagliare le rotte penalizzate da elevati costi aeroportuali e tasse statali, trasferendo la capacità operativa (che oggi conta una media di 3.272 voli giornalieri) verso scali in grado di offrire condizioni economiche più vantaggiose.