Il "pompaggio mareale" e la penetrazione dell'acqua calda - 3/4
Il nuovo modello sviluppato dai glaciologi californiani e dalla NASA si concentra sulle dinamiche che avvengono lungo la “linea di ancoraggio“, ovvero la demarcazione in cui il ghiaccio si solleva dal fondale marino e inizia a galleggiare sull’oceano. Mentre i vecchi modelli la consideravano una linea di contatto fissa e stabile, i dati satellitari hanno svelato una realtà radicalmente diversa. “Siamo giunti a riconoscere una diversa configurazione al di sotto dei principali ghiacciai terrestri che terminano negli oceani”, ha spiegato Mattia Poinelli, ricercatore dell’UCLA ed ex ricercatore della UC Irvine, nonché autore principale del rapporto. La linea di ancoraggio è di fatto una “zona di contatto” dinamica e ampia chilometri, dove l’acqua marina entra ed esce costantemente spinta dalle maree. Questo continuo flusso innalza e abbassa lo spesso strato di ghiaccio in un processo meccanico denominato “pompaggio mareale“. Una dinamica erosiva letale, poiché consente all’acqua oceanica relativamente calda di penetrare “in profondità sotto le calotte glaciali e di provocare un intenso scioglimento”, ha precisato Poinelli.