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Hydra, il collaboratore Bellusci: “Il sindaco di Buscate chiese aiuto alla ‘ndrangheta per sfrattare degli abusivi da una casa popolare”

Il racconto del superteste al processo sul consorzio delle mafie al Nord: "Il boss Cristello andò in Comune per parlare con il primo cittadino nel suo ufficio". Sentito dal Fatto il sindaco Merlotti nega ogni addebito e spiega: "Le dichiarazioni che mi riguardano sono dimostrabilmente false"
Hydra, il collaboratore Bellusci: “Il sindaco di Buscate chiese aiuto alla ‘ndrangheta per sfrattare degli abusivi da una casa popolare”
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Piuttosto che chiamare le forze dell’ordine per sgomberare degli occupanti abusivi da una casa popolare, il sindaco preferisce rivolgersi alla ‘ndrangheta. Succede in Lombardia. Succede nel comune di Buscate. E il sindaco in questione, non indagato, è Fabio Merlotti, oggi in carica e al secondo mandato. A sostenerlo è stato oggi il collaboratore di giustizia Francesco Bellusci sentito durante l’udienza del maxi processo Hydra sul Consorzio di Mafie al Nord. Bellusci, affiliato alla locale di Legnano, comandata prima da Cenzo Rispoli e poi da Massimo Rosi, già condannato in abbreviato sempre in Hydra, colloca i fatti nel 2016.

Il collaboratore di giustizia interrogato dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane davanti ai giudici del Tribunale, nell’udienza pubblica del maxi processo Hydra, ne parla quando i pm gli chiedono dei suoi rapporti con Giuseppe Greco, oggi autosospeso consigliere di maggioranza a Buscate. All’epoca Greco non è ancora in politica, ma risulta già legato al sindaco Merlotti e soprattutto già in rapporti con Giacomo Cristello, boss della locale di Legnano, residente a Buscate e titolare di un bar che si trova nella piazza centrale del paese proprio di fronte al palazzo del comune. Il punto sta nell’occupazione abusiva di un appartamento da parte della famiglia Barletta, soggetti calabresi di Guardavalle, collegati anche loro ai vertici della locale di ‘ndrangheta tra Legnano e Lonate Pozzolo. “Il sindaco – dice Bellusci – quello che è in carica oggi, dice a Greco se poteva parlare con Giacomo Cristello per risolvere la situazione con i Barletta”. A portare il messaggio del sindaco al boss sarà lo stesso Giuseppe Greco, non indagato.

In sostanza, sostiene Bellusci, “Greco ci riporta le parole del sindaco al bar, se Cristello conosceva i Barletta e se ci andava a parlare lui, perché il sindaco era stato minacciato, e lui aveva paura di questi soggetti e aveva le mani legate”. A quel punto, pochi giorni dopo, Cristello e Bellusci incontrano i Barletta. Ma è una fumata nera, i Barletta non vogliono andare via. Così il contenuto dell’incontro viene riferito al sindaco. E qui ci si presenta una nuova scena: il boss che entra nel palazzo comunale e si accomoda nell’ufficio del sindaco. Sempre Bellusci: “Lo stesso giorno io, Cristello e Greco siamo saliti dal sindaco, abbiamo fatto delle scale. Io mi sono presentato. Il sindaco insisteva perchè Giacomo andasse a parlarci”. Dopodiché l’ennesimo particolare di come oggi in Lombardia la ‘ndrangheta possa infiltrarsi nella politica locale.

Il tema ulteriore è la festa della birra di Buscate organizzata dal Comune. “Cristello – spiega Bellusci – fa la battuta al sindaco sulla festa della birra. Il sindaco dice: ora vediamo ma è difficile”. E così Cristello “minaccia dicendo che se non la gestisce lui, ogni sera andrà alla festa a fare casino”. Non è stato spiegato se poi la festa della birra sarà gestita dal boss della ‘ndrangheta. La situazione delle case popolari si risolverà poi in altro modo, liberando il sindaco Merlotti dal chiedere ulteriore aiuto alla ‘ndrangheta. Per motivi condominiali ci sarà una sparatoria tra i Barletta e un albanese. A quel punto, il fatto diventa di dominio pubblico e saranno allertate le forze dell’ordine.

Contattato in giornata dal Fatto, il sindaco Fabio Merlotti ci ha rilasciato questa dichiarazione: “Buonasera, le dichiarazioni che mi riguardano sono dimostrabilmente false. Purtroppo ho letto l’articolo, che ritengo lesivo della mia onorabilità e di quella dell’Ente che rappresento e ho dato mandato all’avv. Lassini di sporgere denuncia nei confronti del Fatto Quotidiano”. Sempre il sindaco ha poi voluto ulteriormente precisare: “Non ho dubbi che siano state riportate fedelmente le parole del pentito. Nell’articolo da quel che capisco si dice che per il tramite di Greco avrei chiesto un appuntamento a queste persone per chiedere loro un favore. Allora i fatti come lei riporta nell’articolo risalirebbero al 2016, io Greco l’ho conosciuto nel 2021. Sono falsità. E io vedo la mia persona in prima pagina con la gente che mi chiama. E’ una cosa che non appartiene al mio modo di essere. E comunque non mi pare un modo di procedere corretto. Mi spiace. Ripeto sono dimostrabilmente false queste cose”

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