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Agguato mafioso in Calabria: uccisa Silvana Sibarelli, la moglie del boss Damiano Pepe. Lui è ferito gravemente

La coppia è stata colpita alle spalle da dei colpi di arma da fuoco mentre si trovava a Cassano allo Jonio (Cosenza). Secondo chi indaga, all'agguato hanno partecipato almeno due persone: killer in fuga
Agguato mafioso in Calabria: uccisa Silvana Sibarelli, la moglie del boss Damiano Pepe. Lui è ferito gravemente
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È stata uccisa nella notte Silvia Sibarelli, 60 anni, moglie del boss ‘ndranghetista Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli inquirenti uno dei vertici della criminalità organizzata della Sibaritide. I due sono stati vittima di un agguato, avvenuto intorno alla mezzanotte, in contrada Lattughelle, a Cassano allo Jonio (Cosenza): la coppia è stata colpita alle spalle da dei proiettili esplosi quasi sicuramente da un’arma lunga. Secondo chi indaga, all’agguato hanno partecipato almeno due persone. Sui fatti indagano i carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio, guidati dalla capitana Chiara Baione, col supporto del Nucleo Investigativo del Comando provinciale e dei Reparti specializzati dell’Arma e il coordinamento della Dda di Catanzaro: si cerca il killer che, dopo aver sparato, si è dato alla fuga.

Il boss mafioso è adesso ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Annunziata di Cosenza: è in gravi condizioni ma, secondo Il Corriere della Calabria, non sarebbe in pericolo di vita. Nel 2019 Damiano Pepe, conosciuto negli ambienti criminali come “Tripolino”, è uscito dal carcere dopo 26 anni di detenzione per un omicidio, mentre il fratello, Eduardo, fu ucciso nel 2002 in una guerra tra clan. L’omicidio potrebbe essere parte di una più grossa faida tra i clan che si contendono l’area della Sibaritide: lo scorso agosto infatti, era morto in una sparatoria a Lauropoli Giuseppe Scorza, 36 anni, figlio di Maurizio Scorza detto “U cacaglio”, mentre Domenico Forestano, padre di Pasquale detto “l’animale”, esponente del sodalizio mafioso cassanese oggi in 41 bis, circa un anno fa era sopravvissuto a un tentato omicidio. Al momento tutte le piste investigative sono aperte.

“Giù le mani dalla città”, commenta Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano allo Jonio. “Davanti a una scìa di sangue che si allunga restano indispensabili e fondamentali la prevenzione, la formazione e lo sviluppo socio-economico. Tuttavia, altrettanto importante, e sicuramente urgente, diventa una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace”. Il primo cittadino annuncia che, già nelle prossime ore, chiederà formalmente al prefetto “la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’adozione di ogni misura utile e opportuna”, mentre “lunedì pomeriggio, insieme al vescovo, monsignor Francesco Savino, promuoveremo un’assemblea pubblica per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, delle iniziative da assumere”.

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