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“La fame mi spaventa più di un proiettile. Chi pagherà gli stipendi quando i soldi finiranno? I ragazzi sanguinano e i bimbi di 10 anni sono già più grandi dei padri”: ecco il Geolier più scuro e autobiografico

Tradimenti, soldi, famiglia e una Napoli che resta il centro di tutto. Nei nove brani del nuovo disco "Tutto è possibile - Atto II" Emanuele Palumbo fa i conti con se stesso

di Andrea Conti
Geolier:

Geolier: "Nelle strade i bambini imitano i criminali" - 3/5

In “Rione di domenica” Geolier è più poetico e più amaro. Una “bella notizia e una brutta” iniziali, poi il peso della ricchezza (“cullane, diamanti”) accostato a famiglia, tavolate e tramonti. Rivendica di aver restituito a chi gli voleva bene prima, e dice che Napoli lo assolve dai peccati. Più si sale, osserva, più si diventa soli. Nelle strade i bambini imitano i criminali davanti allo specchio, e lui da piccolo si nascondeva tra i ragazzi più grandi per imparare a schivare la fossa. Una serie di domande retoriche contrappone la vita di strada (un bacio a un infame, una notte in macchina, il latte bevuto in braccio alla mamma) al suo presente.

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