La fragilità indotta e la perdita dello spirito esplorativo - 2/5
Il rifiuto della fatica fisica ha confinato l’energia adolescenziale dietro a uno schermo. “È un tempo di grande potenza psicofisica, con un’energia esplosiva che coinvolge il corpo e il cervello emotivo”, sottolinea l’esperto. “I ragazzi hanno voglia di uscire, agire, cadere e rialzarsi, sapendo che tutto questo può lasciare lividi ed escoriazioni. Un libro che, già dal titolo, li invita a correre in salita può sembrare una provocazione. In realtà, è un invito e una sfida a non restare chiusi in camera, ma ad andare nel mondo, sfruttando l’energia che attraversa il corpo e la mente, in una sorta di effetto Mustang. Oggi, purtroppo, gran parte di questa energia viene incanalata in un attivismo esclusivamente digitale, privo di fatica fisica. I ragazzi restano fermi e inattivi e perdono anche la soddisfazione che deriva dalla conquista, un’esperienza di cui, alla loro età, hanno un bisogno fondamentale”.