"Il marito non è obbligato a lasciarle nulla, ma la moglie non è senza strumenti" - 2/3
L’avvocatessa Diva Shah, parte da un principio netto: nel diritto inglese ciascuno è libero di destinare il proprio patrimonio a chi vuole. Il marito può quindi, in linea di massima, preferire i figli alla moglie.
Esistono però dei correttivi per il coniuge superstite. Se lui morisse senza averle lasciato nulla, lei potrebbe rivolgersi al tribunale basandosi su una legge del 1975 a tutela di familiari e persone a carico, chiedendo una “ragionevole provvista economica”. L’esito dipenderebbe da molti fattori: la durata del matrimonio, le risorse e i bisogni di tutte le parti coinvolte, l’età, la salute e il valore dell’eredità.
C’è poi una strada che eviterebbe lo scontro. Anziché escluderla del tutto, il marito potrebbe riscrivere il piano successorio garantendole sicurezza a vita, ad esempio con un usufrutto o un diritto di abitazione, lasciando il capitale ai figli solo dopo la morte di lei. Una formula, osserva la legale, molto diffusa proprio nelle famiglie ricomposte.