Eva Marie Saint, l’attrice capace di incarnare un’eleganza discreta in perenne bilico tra profonda vulnerabilità e gelida seduzione, è morta martedì 6 ottobre per cause naturali nella sua residenza di Los Angeles. Da musa per Elia Kazan ad algida femme fatale per Alfred Hitchcock, la sua carriera ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo, lasciando un’impronta indelebile nonostante una filmografia estremamente selettiva di appena venti pellicole.
A intuirne per primo il potenziale scenico fu il regista Elia Kazan, che la notò sui palcoscenici di Broadway e decise di affidarle il ruolo della giovane Edie Doyle nel capolavoro del 1954 “Fronte del Porto” (On the Waterfront). Dividere la scena con un gigante come Marlon Brando non la mise in ombra: al suo esordio assoluto sul grande schermo, conquistò immediatamente il premio Oscar come migliore attrice non protagonista. Un trionfo che le aprì le porte dell’Olimpo hollywoodiano, consacrato cinque anni più tardi dal maestro del brivido. Nel 1959, Alfred Hitchcock la scelse per affiancare Cary Grant in “Intrigo internazionale” (North by Northwest), trasformandola nella sofisticata e letale Eve Kendall. Un’interpretazione passata alla storia, culminata nella vertiginosa e celeberrima sequenza finale in cui i protagonisti si ritrovano sospesi tra le gigantesche sculture dei presidenti americani sul Monte Rushmore.