Libri e Arte

“La mia è anche una denuncia sociale e provocazione. Non sopporto la mia foto da scrittore”: Bresh e il suo primo romanzo tra incidente sul lavoro e vendetta

Il cantautore presenta il volume “Nessuno ci insegna a cadere”

di Andrea Conti

Bresh: "L'unica cosa che proprio non sopporto è la foto da scrittore" - 8/8

“Fare un libro mi sembrava quasi vergognoso, come provare a mettermi su un piano che non mi appartiene. Ma questo racconto l’ho inventato io e ci credo veramente, e lo dico con molta umiltà. Nel libro ci sono riferimenti alla mia vita, ad esempio i due istituti: la scuola in cui sono andato io e quella accanto, intitolata a Eugenio Montale, cose che ho vissuto davvero. La storia nasce lì, qualche anno fa. Quando sono arrivate le prime copie a casa ero soddisfattissimo del formato: volevo qualcosa di semplice, smart, non uno di quei formati scomodissimi. Ho scelto di firmarlo con il mio vero nome, Andrea Emanuele Brasi, e non come Bresh, perché era davvero uno spin-off e non volevo che sembrasse una marchetta. L’unica cosa che proprio non sopporto è la foto da scrittore”.

Video
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione