Le parole di Milo Infante sul caso di Denise Pipitone - 4/4
A Toffanin che, infine, gli chiede quale sia la fragilità che si riconosce, il giornalista risponde senza esitazione: il fatto di assorbire, attraverso il proprio lavoro, il dolore degli altri. Tra i casi che si porta dentro più di altri c’è quello di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone: “Il pensiero di Piera Maggio, di questa bambina che oggi è una ragazza che manca da casa, di questa mamma che è da sola… Ecco, è una delle cose che mi porto dentro” confida Infante. “Il pensiero della mamma di Alberto Stasi, che vede suo figlio dal suo punto di vista e oggi anche dal punto di vista di una procura che sta indagando. Tanti casi di cronaca, tante storie che ti porti dentro. Non è che la tua vita cambia per queste storie, ma in qualche modo le condiziona, sono sempre presenti. Chiudersi la porta alle spalle quando torni a casa non vuol dire dimenticare, non vuol dire lasciarti alle spalle tutto definitivamente. Vuol dire portare dei pezzettini di ricordi, di parole che ti tornano alla mente, che magari a volte ti perseguitano”. E ancora: “C’è chi ha scritto che io sono ossessionato da Denise. Io non sono ossessionato da Denise, io mi sento in colpa, come noi tutti dovremmo sentirci, perché c’è una mamma che cerca la sua bambina, la sua ragazza, e oggi è da sola”.