Il secondo rilascio e il ritorno all'isola di Dachangshan - 2/2
Il 7 settembre scorso così si è tentato il secondo rilascio di Nana, ma anche questa volta la foca ha deciso di fare rientro nell’isola di Dachangshan, dopo aver percorso 200 km. “Essendo stata accudita dagli esseri umani per un lungo periodo, ha sviluppato un’associazione tra l’uomo e la sicurezza. Di conseguenza, ha abbassato la guardia nei confronti delle attività umane e ha instaurato un legame con gli esseri umani” ha spiegato Wang Xin, ricercatore ambientale marino presso l’Università Oceanografica di Dalian.
Inoltra la foca nell’isola di Dachangshan disporrebbe anche di un ottimo habitat per la sopravvivenza, grazie all’elevata qualità dell’acqua, all’abbondanza di pesci e gamberetti e alle spiagge sabbiose. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a non dare cibo alla foca: “Nana si sta ancora adattando alla vita selvatica. Sebbene non diffidi degli esseri umani, potrebbe reagire allo stress se venisse circondata, nutrita, inseguita o disturbata. Dipendere dall’alimentazione umana complicherebbe il suo reinserimento nelle popolazioni selvatiche“.
Tra le altre cose, l’Ufficio per lo sviluppo marino della contea ha creato un account sui social media per Nana al fine di “proteggerla e promuoverne l’immagine”. “Non controlleremo il suo comportamento, né lo sfrutteremo a fini pubblicitari” ha però specificato un funzionario.
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