Una scoperta da 244 sacchi: dal segnale nel fango alla stima milionaria - 2/4
La vicenda ha origine nel luglio del 2009, quando Terry Herbert, perlustrando un terreno agricolo privato vicino a Lichfield, captò con il proprio cercametalli una serie continua di segnali a pochi centimetri dalla superficie. L’intervento degli archeologi del Portable Antiquities Scheme portò a uno scavo d’urgenza di quattro settimane su 155 metri quadrati, restituendo 244 sacchi di materiale prezioso per un totale di circa 700 manufatti frammentati in oltre 4.000 pezzi databili tra il VI e il VII secolo.
Il Treasure Valuation Committee ne fissò il valore formale a 3,285 milioni di sterline, somma interamente liquidata e divisa tra lo scopritore e il proprietario del fondo, Fred Johnson, prima che una sottoscrizione pubblica ne garantisse l’acquisizione ai musei di Birmingham e Stoke-on-Trent. Un meccanismo di ricompensa economica che ancora oggi rende il modello normativo britannico un punto di riferimento — e di acceso confronto — nel mondo dell’archeologia internazionale.