L'eccezione sportiva nel Paese dei centomila centenari - 5/5
La traiettoria di Kanazawa si inserisce nella realtà demografica del Giappone, dove quasi il 30% dei 123,7 milioni di abitanti ha più di 64 anni e il censimento dei centenari ha superato la quota di centomila individui (per quasi il 90% donne). Il panorama atletico nipponico annovera altri profili longevi: il calciatore professionista Kazuyoshi Miura, ancora in attività a 59 anni; la nuotatrice novantunenne Shoko Yonezawa; il velista ottantottenne Kenichi Horie, pronto a una nuova traversata del Pacifico in solitaria; o Shintaro Okuyama, che lo scorso anno ha tagliato il traguardo di una maratona certificata a 96 anni.
Secondo Kanazawa, il vero rischio dell’invecchiamento risiede nell’accettazione passiva del declino motorio: “Molti anziani in Giappone compiono imprese straordinarie, ma temo che troppi rinuncino a ciò che facevano da giovani. Succede quando i muscoli delle gambe iniziano a cedere e lo si accetta come un fatto ineluttabile. Non ho mai voluto adeguarmi a questo schema: per questo continuo ad allenarmi. Voglio essere un bodybuilder fino al giorno della mia morte”.