Emanuela Fanelli: "Mi sono immaginata vecchia e fallita nel 2049" - 3/3
Proprio da questa capacità di non prendersi troppo sul serio nasce l’idea alla base di “Peccato”, la serie, presentata fuori concorso a Venezia. Fanelli interpreta una versione invecchiata e fallita di sé stessa, proiettata nel 2049, rifugiata in un paesino della Val d’Aosta dopo uno scandalo che verrà svelato solo nell’ultima puntata.
Un progetto costruito con grande cura per evitare il rischio dell’autocelebrazione mascherata da autoironia. L’attrice lo spiega chiaramente, dicendo che non voleva che qualcuno, guardando la serie, pensasse che in realtà si stesse celebrando fingendo di scherzare su di sé. “Mi sono immaginata vecchia e fallita nel 2049”, ha detto.
Nel cast, spiega Fanelli , ci sono amici e colleghi che hanno accettato di “invecchiare” per finzione e di prendersi gioco di lei: da Paola Cortellesi a Sabrina Ferilli, passando per Antonio Ricci e i critici Piera Detassis e Gianni Canova.
Amore taciuto e felicità sganciata dal successo sembrano, a uno sguardo attento, due facce della stessa medaglia: quella di un’attrice che ha scelto di blindare ciò che considera davvero prezioso, gli affetti, la propria stabilità emotiva, proteggendolo dall’esposizione mediatica che invece accetta, e persino cerca, quando si tratta di raccontare (o inventare) fallimenti professionali. Una sorta di scambio consapevole: si può ridere di tutto, tranne che di ciò che conta davvero.