Televisione

“In ospedale disse ‘da qui non esco vivo’. È stato baciato dalla grazia e l’ha accolta. Il suo è un messaggio dirompente, quasi fuori moda”: la storia del santo millennial Carlo Acutis in tv e al cinema

A FqMagazine la madre Antonia Salzano e gli attori Samuele Carrino e Lucia Mascino

di Gabriele Scorsonelli

Samuele Carrino: “Questo film e Acutis mi hanno fatto aprire gli occhi” - 3/4

A impersonare Carlo Acutis, nel film che andrà in onda su Canale 5, è Samuele Carrino. “Conoscevo la sua storia, ma non così nei dettagli. Sono andato a vedere i suoi video e ho capito che è un ragazzo semplice che con delle piccole azioni di bene è arrivato in tutto il mondo. Ha preso i social e li ha usati nel modo corretto”, ha spiegato.

Per prepararsi al ruolo, l’attore 16enne ha studiato la storia del santo millennial. E ha sentito la responsabilità di interpretarlo. Quando Acutis è morto, aveva all’incirca la sua stessa età: “C’è sempre un po’ di paura iniziale, tanto peso sulle spalle soprattutto quando la storia è vera. Perché si sente la tensione di poter deludere chi è stato a fianco a Carlo, le persone che l’hanno conosciuto, ma poi in realtà anche il pubblicoche andrà a vedere il film. Però forse è proprio questo che mi ha dato la forza di interpretarlo e dar voce a questo ragazzo e a questa storia meravigliosa”.

Acutis amava la tecnologia e girava diversi filmati con la videocamera: “Il video dove dice ‘Ho messo su 70 kg e sono destinato a morire’ è stato molto toccante. Lui sapeva già tutto, conosceva benissimo il suo destino. Quel momento lì mi ha fatto tanto emozionare, anche mentre lo giravamo sul set”. Se potesse incontrare Carlo Acutis per cinque minuti, “vorrei ascoltarlo, sentirlo parlare – ha confessato Carrino -. Lo ringrazierei di questa opportunità, perché come lui è stato scelto da Dio, magari lui ha scelto me per interpretarlo”.

La scena più difficile da girare è stata per lui “quella in ospedale. Eravamo in un vero reparto di terapia intensiva. Sul set c’erano un rispetto, una quiete e un silenzio assurdi. È stato complicato”. Dopo aver interpretato Acutis, si sente ancora più connesso a lui: “Mio nonno non sta bene e mi capita di rivolgermi a Carlo. Non avendo tempo non riesco ad andare in chiesa, ma questo film mi ha insegnato che non per forza è necessario. Si possono prendere cinque minuti per spendere due parole nella propria interiorità”.

Al Carrino attore, la pellicola “ha lasciato tanto orgoglio”, a Samuele come ragazzo di 16 anni “molta consapevolezza. Mi ha fatto aprire gli occhi su tante situazioni spiacevoli che si possono creare sui social. Bisogna diffondere sempre del bene sia attraverso i il web che non. Ed è necessario far capire a tutti che con piccoli gesti e azioni si può far arrivare del bene in tutto il mondo”.

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