Musica

“Non so più a chi credere. Usano armi, pistole e sparano ai bambini. Il Papa prega, ma il mondo non cambia. Peggioriamo perché il virtuale sta diventando la realtà”: così Biagio Antonacci a Pompei

Il cantautore ha presentato a FqMagazine il nuovo album "Mustang", poche ore dopo uno dei dieci appuntamenti Live al Teatro Grande di Pompei, tutte sold out

di Andrea Conti

Mustang: la testa di cavallo e il nomignolo di infanzia - 6/8

“Da ragazzino il mio nomignolo era ‘Mustang’. – ha rivleato – Stavamo tutti dalla parte degli indiani, contro i cowboy, ci piaceva quel mondo. Ero un personaggio un po’ atipico a Rozzano: suonavo la batteria, sembravo uno che seguiva la musica, ma avevo anche la bicicletta, andavo a fare cross, facevo impennate. Non ero un grande esempio di educazione stradale, all’epoca non si usava il casco, e mi chiamavano ‘Mustang’ perché dicevano che avevo la testa troppo libera. La testa libera che però mi teneva sempre il corpo fermo in una posizione, perché noi siamo potenti col corpo, ma la testa va sempre oltre: per noi esseri umani non c’è confine, non c’è pace”.

E ancora: “Per questo ho dovuto chiamare questo disco così. Mi sono messo in testa una testa da cavallo perché le cose più belle della mia vita le ho fatte sempre quando non avevo la testa di Biagio, ma ero altrove con la mente. Mi sono infilato la testa di cavallo perché rappresenta la vera libertà”.

Video
Precedente
Precedente
Playlist