"Non so più a chi credere": la canzone del '93 che oggi fa ancora più paura - 2/8
“Non so più a chi credere è inserita nella scalatte del mio tour – ha spiegato Antonacci a FqMagazine – la canzone che ho scritto nel ’93 è rimasta incredibilmente attuale, e questo un po’ mi spaventa. Non so più a chi credere, mentre loro usano le armi, le pistole, mentre sparano ai bambini. Sappiamo cosa fare, eppure siamo rimasti uguali, anzi abbiamo peggiorato, perché il virtuale sta diventando la realtà. E questa cosa mi fa molta paura, perché probabilmente tra vent’anni, non dico duecento, dico vent’anni, saremo ancora qui a parlare, ma con altre formule, con altri tipi di manifestazioni della dialettica. Quindi sì, ho un po’ paura: è un’umanità che mi spaventa”.
E ancora: “Ecco perché scrivo poesia: perché cerco di allargare la testa. Mi metto addirittura la testa di cavallo, come nella copertina di questo album, per essere più libero. Il mio corpo sarà sempre qui, perché il corpo non puoi farlo uscire da questa geolocalizzazione, ma la testa no, la testa non la puoi geolocalizzare. E quindi mi auguro di avere sempre in testa la testa di un’altra entità, perché Biagio, ormai, arriverà a un certo punto in cui non saprà più riconoscersi nemmeno davanti allo specchio”.