“Minerva insegna la disciplina, il far gruppo e il divieto del cellulare a scuola” - 2/4
Vivendo questa esperienza avete cambiato idea sulle scuole militari con regole rigide, sveglia presto? O avete confermato la vostra opinione?
Margherita: Minerva è comunque qualcosa di immaginario, ambientato in un liceo militare che sembra appartenere a un’altra epoca, l’alzabandiera, i cellulari proibiti, le storie d’amore proibite, lezioni di scherma e tattica militare: cose lontane dalle istituzioni italiane di oggi. Se dobbiamo dare un punto a favore, è sicuramente la disciplina: l’essere tutti vestiti allo stesso modo, quindi tutti pari, e il fatto che i cellulari non si possano usare, tra l’altro in Italia è stata introdotta di recente proprio questa regola per le scuole, e penso sia un vantaggio. Il resto, la componente militare, gli allenamenti estremi, è più lontano dalla nostra generazione, ma valori come identità, appartenenza, sacrificio, determinazione, coraggio, ambizione sono temi che la serie esalta molto.
Ciro: Penso che ognuno abbia la propria opinione al riguardo. Non credo che la serie voglia dire altro se non che parla di un’accademia militare come ce ne sono tante di prestigiose in Italia, ne ho viste due o tre importanti. Non è una scuola dell’obbligo, è una scelta, cosa che io non farei mai, ma resta una scelta. Come insegna anche il personaggio di Margherita nella serie, a volte sono i genitori a mandare i figli, ma non nel caso specifico di una scuola militare: ci sono dei test, non è obbligatoria, e se i genitori ti indirizzano verso qualcosa che non puoi fare, il problema è a monte. Personalmente sì, mi ha cambiato un po’ l’opinione, ma relativamente, mi affascina un certo tipo di rispetto e di disciplina applicato a un altro mondo, un’altra professione, un altro mezzo espressivo.
Biagio: Mi ricollego a quello che diceva Margherita: era una realtà che non ignoravo, ma di cui sapevo poco e davo per scontato molto. Mi ha fatto riflettere sugli ideali che vengono trasmessi a un ragazzo della mia età in una scuola così, rigore, onore, fratellanza, cose che fuori spesso si danno per scontate nella vita di un adolescente. È una realtà di un’altra epoca, come diceva anche Margherita, completamente diversa dalla loro vita quotidiana, e questo mi ha aiutato a riflettere su cose che in una scuola ordinaria, come quella che ho frequentato io, non vengono più messe in discussione.