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“A 101 anni anni vado ancora in ufficio ogni giorno, la mia azienda fattura 245 milioni l’anno. La mattina analizzo i dati di vendita, poi faccio le call sul tablet: non amo usare il pc”: la storia di Alberto Bertani

Dagli esami universitari sotto le bombe della Seconda guerra mondiale alla svolta industriale della plastica, fino all'espansione in 60 Paesi: Bertani si racconta al Corriere della Sera

di Redazione FqMagazine
L'intuizione industriale e il rapporto con il design - 3/4

L'intuizione industriale e il rapporto con il design - 3/4

La produzione di casalinghi fu solo una fase transitoria. Il passaggio alla meccanica fu dettato da una precisa visione ingegneristica condivisa in famiglia: “Io e mio padre eravamo ingegneri con poco interesse per le cose di casa e poi avevamo capito che era il momento di lavorare sui componenti con i primi materiali plastici”. Il primo componente disegnato fu un “volantino a razza”. Un progetto che Bertani conserva ancora nell’album degli schizzi originali, testimonianza di un approccio estetico-funzionale ante litteram: “Incontravo Gillo Dorfles dal barbiere, ma non si parlava ancora di design. Cercavo di realizzare oggetti belli e attenti a favorire il rapporto dell’uomo con la macchina”.

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